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Stiliano Faroldi, presidente della Pallavolo Alsenese. La prima squadra femminile milita in Serie B

Stiliano Faroldi, presidente della Pallavolo Alsenese. La prima squadra femminile milita in Serie B

Faroldi e la decisione di fermare la stagione: «C'è rammarico soprattutto per i nostri giovani che non hanno potuto completare il processo di crescita»

Il presidente della Pallavolo Alsenese: «La prima cosa che faremo quando torneremo alla vita normale, senza restrizioni sanitarie, sarà radunare al palazzetto tutte le nostre formazioni per rivederci, salutarci ed abbracciarci»

Le decisioni degli ultimi giorni erano nell'aria, sia l'ufficialità da parte della Fipav di chiudere definitivamente tutti i campionati di ogni serie e categoria della stagione in corso, sia quella del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio che proroga le attuali restrizioni fino al 3 maggio, almeno per quanto riguarda le attività sportive. Con la decisione dell'8 aprile, la Federvolley ha pertanto affermato che non ci saranno le assegnazioni degli scudetti, delle promozioni e delle retrocessioni di tutti i campionati nazionali, regionali e territoriali.

Infine per quel concerne i tornei giovanili, la Fipav ha stabilito che, per permettere agli atleti di proseguire l'attività iniziata a settembre 2019, la prossima stagione si svolgerà con categorie di annate dispari: Under 13, Under 15, Under 17, Under 19 femminili e maschili. Alla luce di tutta questa situazione Stiliano Faroldi, presidente dell'Alsenese, ha voluto tracciare un mini bilancio.

Qual è il primo pensiero che le viene in mente?

«La scelta presa dalla Fipav la dobbiamo accettare così com'è, forse ce la aspettavamo un po' tutti anche se non mi attendevo queste modalità, cioè che annullassero totalmente la stagione. Da noi in B1 mancavano ancora undici partite di stagione regolare, a differenza della Serie A, dove ne mancano praticamente sei nella femminile e quattro nella maschile, a cui andavano aggiunti i playoff di tutte le categorie. Stesso discorso vale per la Serie D dove mancavano dieci gare: categoria in cui una nostra formazione è l'unica ad aver giocato un match il 21 febbraio, proprio quando iniziò questa emergenza che di fatto ha bloccato l'annata».

Sperava in una decisione diversa della Fipav?

«Inizialmente credevo che per le nostre categorie la Federazione sfruttasse tutto giugno per recuperare le gare togliendo i playoff e decidesse, ad esempio, le promozioni scegliendo la miglior seconda tra tutti i gironi. Ma sarebbe stato molto complicato anche perchè avremmo dovuto avere bisogno di almeno un mese di preparazione e probabilmente avremmo concluso ad estate inoltrata. I campionati giovanili invece li avevano decretati ufficiosamente congelati o conclusi già da inizio marzo e per loro c'era anche il discorso scolastico da tenere in considerazione».

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