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Amasanti: «Conad, dovremo onorare le ultime tre partite disputando grandi prove»

Il capitano dell'Alsenese torna sulla sconfitta con Marudo: mi brucia, perché non abbiamo creduto fino in fondo di poter arrivare ai play off

Lorena Amasanti, opposto dell'Alsenese

Niente sorprese dentro l’uovo di Pasqua per le ragazze della Conad Alsenese, a meno che non si materializzi un vero e proprio miracolo – sottoforma di playoff –  nel corso delle ultime tre gare di campionato. Le gialloblù dopo l’inaspettata sconfitta con la Tomolpack Marudo (alla vigilia in lotta per non retrocedere) sono di fatto uscite dalla corsa alla post-season nonostante la matematica mantenga accesa per loro una minuscola fiammella di speranza: sesto posto a quota 44 a sette lunghezze dal terzo (ultimo disponibile per i playoff) e ancora nove punti in palio. Praticamente impossibile centrare quell’obiettivo, che sarebbe poi il terzo stagionale.

Già, perché detta così, si potrebbe pensare ad un’annata poco felice per la squadra di patron Stiliano Faroldi mentre bisogna pigiare il tasto rewind e riavvolgere il nastro di qualche mese, quando a settembre era stata  allestita una formazione – al debutto assoluto in serie B2 – che puntava dichiaratamente ad una salvezza tranquilla ed invece si è trovata a disputare un girone d’andata da protagonista assoluta, chiudendo in vetta solitaria a 31 e raggiungendo i quarti di finale di Coppa Italia. Una situazione ben oltre le più rosee aspettative che forse però ha condizionato la banda di mister Marco Scaltriti col passare del tempo in maniera del tutto involontaria ma che ha avuto lo stesso effetto della goccia che scava il solco nella roccia ed ora, a distanza di tre mesi, la capitana Lorena Amasanti analizza il presente, con uno sguardo al passato e al futuro con parole decise.

«Dopo la sconfitta di Marudo – spiega l’opposto, classe ’91, al suo secondo anno alla Conad e già riconfermatissima per la prossima stagione – ho provato un po’ di vergogna mentre uscivo dal campo e credo che anche le mie compagne abbiano avuto lo stesso stato d’animo. Loro ci hanno aggredito fin dalle prime battute e malgrado fossimo riuscite a pareggiare, con fatica ma sperando di poterci sciogliere, siamo state ancora surclassate sotto il profilo emotivo. Le loro motivazioni hanno battuto le nostre e questo è ciò che mi brucia di più perché non abbiamo creduto fino in fondo di poter arrivare ai playoff. Non so, forse non eravamo convinte neppure prima, però siamo state troppo incostanti durante la seconda parte di stagione. Il nostro girone è estremamente equilibrato, quanto meno per le prime otto, ed essere praticamente fuori dalla corsa ai playoff non mi va giù, ma adesso dobbiamo finire il campionato bene, anzi alla grande. Prima di tutto dobbiamo farlo nei confronti della società e di Stiliano Faroldi che, passatemi il termine, si fa un mazzo incredibile per non farci mancare nulla, trattandoci sempre in maniera impeccabile ed encomiabile. Lui non ci ha mai fatto pressioni, anche dopo i momenti peggiori, però dopo l’ultima partita so che ci è rimasto male per il nostro atteggiamento dimesso e remissivo e non voglio più che passi il messaggio di una squadra al limite del menefreghismo».

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