Sabato, 13 Luglio 2024
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Il presidente della Canottieri Ongina festeggia la promozione in A2 fra bilanci e prospettive

Cosa ha provato quanto è caduta l’ultima palla?

«Sicuramente è stata una liberazione, ma ero sicuro di come sarebbe finita, perché Caci da come è saltato avrebbe spaccato le dita a un giocatore di Superlega. E appena prima avevo visto i due ace di Cardona che mi avevano tranquillizzato».

C’è stato un momento durante la stagione in cui ha capito che ce l’avreste fatta?

«Sapevamo di avere a disposizione una buona squadra e puntavamo ai play off. Poi è chiaro che quando arrivi a giocarti gli spareggi ti trovi di fronte avversari di livello assoluto, diventa durissima e contano parecchio anche le energie nervose. Se devo essere sincero il nostro campionato lo abbiamo vinto arrivando primi nel girone, poi questa formula un po’ cervellotica ci ha costretto a ulteriori fatiche».

Se tre-quattro anni fa le avessero detto che la Canottieri sarebbe stata promossa in A2?

«Non ci avrei creduto. E’ una cosa impensabile non preventivabile per una realtà piccola come la nostra, con una gestione familiare; poi è chiaro che abbiamo dovuto acquistare giocatori forti da fuori e vincere qualche scommessa in casa. Un esempio? De Biasi, che viene da Piacenza ma è nostro da anni, poi Ball e Miranda che sono giovani promettenti. A questi abbiamo sommato il valore aggiunto di Giumelli e Cardona e le qualità di Caci, nel 2012 premiato come miglior schiacciatore all'Europeo juniores. Giocatori validi ne avevamo tanti in squadra, poi un grosso merito va dato a chi giocava meno, che in allenamento metteva sotto i titolari».

Possiamo dire che è stata la vittoria della società. Non siete in tanti ma tutti validi e competenti.

«Oltre a chi si occupa della logistica e della parte tecnica una mano fondamentale arriva sempre da Donato De Pascali, che ha conoscenze incredibili. Senza dimenticare lo staff medico e fisioterapico. Caci a metà della scorsa settimana ha accusato una contrattura alla schiena, Miranda si è infortunato alla caviglia, appure tutti e due erano in campo a tempo di record. Oltre a loro dovrei ringraziare lo speaker Ivan Maderi, l'addetto stampa Luca Ziliani e tutti i componenti dello staff».

I festeggiamenti sono appena iniziati, ma il presidente deve già pensare al futuro. Cosa può dire della prossima stagione?

«Al momento l'unica cosa che posso affermare con certezza è che non potremo giocare a Monticelli. Abbiamo un impianto omologato per 100 persone e la capienza minima per la categoria è di 600. Tutte le altre valutazioni le faremo nei prossimi giorni, considerando eventuali opportunità e collaborazioni con una base ben precisa: non faremo il passo più lungo della gamba perché non vogliamo correre il rischio di distruggere una realtà stupenda come la Canottieri Ongina attuale».

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A FAUSTO COLOMBI

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