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Un attacco di Beppe De Biasi (f. Zilli)

Un attacco di Beppe De Biasi (f. Zilli)

La Canottieri Ongina riparte da Beppe De Biasi

Dopo Maikel Cardona confermato anche il centrale protagonista della straordinaria scorsa stagione. «Gli stimoli sono ancora altissimi»

Un secondo pilastro nell’architrave giallonera, un punto di riferimento in campo per una squadra che vuole confermarsi ai vertici della categoria. Dopo l’opposto Maikel Cardona, la Canottieri Ongina annuncia la conferma del centrale Beppe De Biasi, che vestirà nuovamente la maglia giallonera nell’avventura in serie B maschile, che arriverà dopo la storica conquista dell’A2 e la successiva dolorosa rinuncia alla seconda serie nazionale. Classe 1992, il centrale piacentino si appresta a vivere la sua sesta stagione a Monticelli, dove era arrivato da schiacciatore prima di cambiare ruolo e approdare nel “cuore” della rete. Alto un metro e 83 centimetri, De Biasi è dotato di una straordinaria elevazione che gli permette di risultare tra i migliori elementi della categoria.

“La scorsa stagione – commenta Beppe – è stata la prima dove ho giocato con una certa responsabilità, mi è stata data un’opportunità di crescita, abbinata a una grande fiducia, e spero di averla ripagata al meglio. La conquista dell’A2 è motivo di grande soddisfazione, sarebbe stato bello giocarla, ma la Canottieri Ongina è un’isola felice, ha trovato la sua dimensione e, senza le necessarie basi, si rischierebbe di rovinare un “giocattolino” quasi perfetto. Penso che la rinuncia all’A2 sia stata una scelta ponderata e giusta e la volontà  annunciata di puntare il più possibile sul gruppo-promozione garantisce già un buono zoccolo duro per il nuovo roster”.

Niente pancia piena, però. Anzi. “Gli stimoli sono altissimi – aggiunge De Biasi – la voglia di vincere c’è e si vuole continuare a far bene, settimana dopo settimana. Personalmente, sono motivato a prendermi maggiori responsabilità e a provare a diventare un punto di riferimento per questa realtà. Ciò che fa star bene a Monticelli è la quotidianità, che a mio avviso fa la differenza”.

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