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La festa di Taranto dopo la promozione in Superlega

La festa di Taranto dopo la promozione in Superlega

Aimone Alletti, 1000 chilometri per conquistare la promozione in Superlega

Il piacentino vince i play off di Serie A2 con la maglia di Taranto. «C'è un entusiasmo incredibile, hanno colorato il Castello Aragonese e il Comune di rosso e blu. Il prossimo anno? Ci sono tutte le condizioni per restare qui»

A Taranto i festeggiamenti proseguono, anche se in realtà la stagione non è ancora ufficialmente terminata. Venerdì prossimo la Prisma è attesa dalla neonata Supercoppa di Serie A2, affronterà Bergamo vincitrice della Coppa Italia, ma la promozione in Superlega conquistata al termine di un play off senza macchia merita comunque di essere sottolineata con forza. Fra i protagonisti anche il piacentino Aimone Alletti, centrale di una Prisma che aveva in campo tanti giocatori passati dal PalaBanca. Al fianco di Alletti infatti hanno vestito in passato la maglia biancorossa il regista Manuel Coscione e il suo secondo Francesco Cottarelli, l’altro centrale Gabriele DI Martino e lo schiacciatore Simone Parodi.

«In città c’è un grande entusiasmo – spiega il piacentino – e spiace non aver potuto festeggiare con i tifosi per i problemi legati al Covid. Hanno colorato il Castello Aragonese e il Comune di rosso e blu, sarebbe stato stupendo poter avere i nostri sostenitori al palasport. Ci siamo accontentati di qualche festa fra di noi. Anzi, a dire la verità i party non sono ancora terminati».

Che annata è stata? Secondi in stagione regolare alle spalle di Bergamo, poi eliminata al primo turno da Brescia, e un play off da record, condito solamente da vittorie.

«Società e squadra sono state costruite da zero e all’inizio era prevedibile pagare un po’ lo scotto di questa situazione, anche se il gruppo era comunque molto ambizioso. Bisognava trovare l’amalgama e il giusto equilibrio fra le varie componenti, siamo partiti un po’ a rilento ma poi abbiamo cambiato marcia dimostrando tutto il nostro valore».

Qualche intoppo in avvio era previsto e poi vi siete trovati di fronte una Bergamo partita a razzo.

«In effetti i lombardi hanno iniziato fortissimo, forse troppo e infatti alla fine probabilmente hanno pagato lo scotto. Noi conoscevamo il nostro obiettivo finale, ci siamo preparati nel modo migliore possibile e lo abbiamo raggiunto. Peccato solo per l’eliminazione dalla Coppa Italia in cui però ci siamo presentati menomati a causa delle tante assenze per Covid».

Hai giocato anche da alzatore. Magari un modo per allungarti la carriera?

«Quando il fisico non reggerà più – sorride – ci potrei pensare. A parte gli scherzi, ho finito la partita mentalmente distrutto, di solito quando gioco da centrale sono in prima linea e basta, qui invece fra penetrazioni, seconda linea, difese e alzate è stata durissima».

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