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Volley A1 maschile

Zorzi al Municipale: emozioni e sorrisi nel ricordo di Bovo

Non che servissero delle conferme, ma questa è davvero la Generazione dei Fenomeni. Che lo fosse sul campo lo hanno detto i risultati, scrivendolo nella storia, ma che riuscisse a diventarla anche fuori dal terreno di gioco era tutto da...

Non che servissero delle conferme, ma questa è davvero la Generazione dei Fenomeni. Che lo fosse sul campo lo hanno detto i risultati, scrivendolo nella storia, ma che riuscisse a diventarla anche fuori dal terreno di gioco era tutto da dimostrare. Invece nel corso degli anni i protagonisti di quell’Italvolley capace di vincere tutto si sono confermati fuoriclasse in ogni attività intrapresa. Ultima, in ordine di tempo, l’esperienza teatrale di Andrea Zorzi, che al Municipale ha portato in scena insieme a Beatrice Visibelli “La leggenda del pallavolista volante”: un’ora e un quarto in cui ha riassunto la sua vita raccontando la carriera, le tante vittorie (e anche qualche sconfitta bruciante) e soprattutto ha descritto quella formazione fantastica capace di essere eletta squadra del secolo.

LAVORO - Un gruppo composto da talenti che però ha costruito i propri successi con tanto lavoro e una quantità industriale di sudore. Che hanno trascorso tanto tempo insieme, hanno riso, litigato, si sono scontrati e riavvicinati ma non hanno mai smesso di rimanere amici e soprattutto di essere più forti di tutti gli avversari.
Una serata riuscita, in cui il Municipale ha aperto le porte a tanti ragazzi abituati più a trascorrere il proprio tempo nelle palestre che sulle poltroncine vellutate dei teatri. Il tutto nel ricordo di Vigor Bovolenta, uno che di quella Generazione di Fenomeni ha fatto parte e attorno al quale si sono riuniti tutti gli ex compagni. L’intero incasso della serata, per volontà dell'organizzatore Pinuccio Gallinari, è stato devoluto in beneficenza a Progetto Vita, un’ulteriore testimonianza di quanto Bovo riesce a fare anche adesso che non c’è più, come ha testimoniato la moglie Federica Lisi un attimo prima che iniziasse lo spettacolo.


COMPLESSO - Si impara, ci si commuove e soprattutto ci si diverte al Municipale, a sentire la storia di quel lungagnone che inizia con il volley a 16 anni su suggerimento di un professore del liceo classico perché deve superare il complesso dell’altezza. E’ molto scarso come giocatore, lo mettono a palleggiare per ore da solo contro un muro e vorrebbe smettere dopo poche settimane. Invece il papà lo obbliga a mantenere l’impegno preso con società e compagni e da lì parte la carriera di uno dei pallavolisti più forti del mondo. C’è tutto nel racconto di Zorzi: la fatica degli allenamenti, l’impegno delle ore trascorse in macchina con la mamma per raggiungere la palestra subito dopo la scuola e il ritorno a casa sempre a ore impossibili, l’emozione della prima convocazione in Nazionale juniores, il primo incontro con Julio Velasco. «Cosa devi fare - gli chiese - per migliorarti?». E Zorzi: «Lavorare a muro e in difesa per essere più utile alla squadra». E invece Julio: «Qual è il tuo compito? Schiacciare. Allora pensa a quello».
C’è il racconto della prima vera esperienza a Parma, nella squadra che vinceva tutto meno gli incontri con gli “odiati” cugini di Modena, gli aneddoti della vita in comune di un gruppo di ragazzi-sportivi, il primo improbabile approccio con le ragazze. E poi le Olimpiadi e l’amore della sua vita, Giulia, conosciuta proprio durante i Giochi.

SUDORE - Ma soprattutto c’è un insegnamento di fondo nella “Leggenda del pallavolista volante”, che emerge anche dopo lo spettacolo, quando Lorenzo Dallari chiama sul palco tutti i protagonisti di quella Generazione di Fenomeni: il successo non arriva per caso solo perché sei dotato di un grande talento. Va curato e sviluppato lavorando ogni giorno in palestra, mettendo sempre la squadra davanti a ogni interesse personale. Lo sapeva bene anche Vigor Bovolenta: al Municipale hanno portato la sua maglia azzurra con il numero 16, ma su ogni poltroncina, guardandoci bene, c’era una parte di lui.
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