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Zlatanov: «I miei fantastici 40 anni senza rimpianti né rimorsi»

E’ una settimana intensa quella di Hristo Zlatanov. Venerdì si giocherà il primo atto della Final four per l’accesso in Challenge affrontando Molfetta a Verona (inizio alle 17.30), con la speranza di proseguire il cammino anche...

Hristo Zlatanov, capitano di Piacenza

E’ una settimana intensa quella di Hristo Zlatanov. Venerdì si giocherà il primo atto della Final four per l’accesso in Challenge affrontando Molfetta a Verona (inizio alle 17.30), con la speranza di proseguire il cammino anche domenica. Ma soprattutto oggi il capitano biancorosso ha tagliato il traguardo dei 40 anni. Per lui è arrivata una festa a sorpresa organizzata dalla moglie e una valanga di auguri da amici e conoscenti che hanno avuto modo di incrociarlo in tutte queste stagioni sui campi da pallavolo e anche fuori dal terreno di gioco.

«Siamo in partenza per la Final four – spiega Zlatanov - e spero di festeggiare alla fine un risultato ancora più importante. I miei 40 anni? Preferisco dire che vivo i miei secondi 20. La sensazione è bella, ci sono arrivato da giocatore in attività, contento e felice; se dovessi tornare indietro rifarei tutto esattamente come l’ho fatto fino a ora. Non ho rimpianti né rimorsi».

Come è lo spirito oggi?
«Eccellente perché con l’Lpr ormai non siamo più capaci di perdere; se comprendiamo le amichevoli arriviamo da una serie di cinque successi consecutivi. A parte gli scherzi il morale è alto, non siamo i favoriti nella nostra semifinale con Molfetta ma la affrontiamo con la massima umiltà. In una partita secca può succedere di tutto».

Come si arriva a 40 anni ancora in campo, giocando a questi livelli?
«Non lo so. Sicuramente madre natura mi ha aiutato, poi ovviamente è necessario fare attenzione ad alcuni aspetti. Io ci sono arrivato bene, non so chi ringraziare ma posso solo dire di essere molto contento».

Praticamente quasi metà della tua vita l’hai trascorsa giocando con Piacenza.
«Mi fa piacere, signica che sono riuscito a dare qualcosa e nel frattempo ho anche ricevuto tanto. Girovagare per l’Italia non mi piaceva tantissimo, ho avuto l’opportunità di vestire a lungo il biancorosso e l’ho sfruttata al massimo».

Adesso lo puoi dire perché ormai si parla al passato: quante volte hai rischiato seriamente di lasciare la squadra di cui sei l’indiscusso leader e capitano?
«Quattro».

E perché per quattro volte sei rimasto a Piacenza nonostante offerte piuttosto allettanti?
«Avevo fatto una scelta di vita, dando la priorità a me e alla mia famiglia. Per far sì che questo accadesse non potevo andare in giro per l’Italia e per il mondo. Ho preso una decisione e sono veramente felice».

Il regalo più bello che ti hanno fatto?
«Una festa a sorpresa organizzata da mia moglie. E’ stata stupenda, per i primi cinque minuti sono rimasto paralizzato, provavo emozioni e sensazioni incredibili. Me l’ha organizzata sotto il naso e non mi sono accorto di niente; è stata una cosa stupenda».

Pensando al futuro, cosa succederà fra dodici mesi?
«Festeggiamo i 20 anni più 21».

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