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Volley - Zorzi: «Piacenza? La benzina è un bel gruppo»

Due titoli italiani, due Coppe Italia, una Coppa campioni, due Coppe del Mondo per club, due titoli Mondiali con la Nazionale e un argento alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Andrea Zorzi è uno che conosce bene il significato della...


Due titoli italiani, due Coppe Italia, una Coppa campioni, due Coppe del Mondo per club, due titoli Mondiali con la Nazionale e un argento alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Andrea Zorzi è uno che conosce bene il significato della parola vittoria. Era capace di trionfare sul campo, si è dimostrato un numero uno anche quando ha lasciato le ginocchiere negli spogliatoi per diventare commentatore televisivo, giornalista e adesso attore. Chi meglio di lui, che sarà a Piacenza il 28 ottobre per presentare al Municipale lo spettacolo “La leggenda del pallavolista volante”, può fare le carte al prossimo campionato? Vediamo cosa pensa Zorro della stagione che sta per iniziare.

«Prosegue il trend degli ultimi anni - spiega l’ex opposto azzurro - in cui arrivano grandi investimenti economici da Paesi stranieri come Russia e Turchia. Per un lungo periodo siamo stati il campionato più bello del mondo, quello in cui tutti volevano venire a giocare sia per il livello tecnico e organizzativo sia perché le offerte economiche erano le più interessanti. Adesso non è più così».

Solo un aspetto negativo o riesci anche a vedere il bicchiere mezzo pieno?
«Significa che la pallavolo si è allargata, che da un punto di vista internazionale il volley non è più legato solamente all’Italia: per noi era bellissimo avere il meglio in casa nostra, ma per la diffusione di questo sport era un limite. Adesso dobbiamo abituarci a questa nuova condizione, evitare di vedere solo la criticità dei grandi campioni che se ne vanno».

Quali sono le situazioni positive da evidenziare?
«Il livello spettacolare e l’affetto che i tifosi hanno nei confronti delle proprie squadre non è solo legato alla bravura del singolo campione, ma al modo in cui si lotta su ogni punto. Poi non c’è dubbio che a livello mediatico sia molto più facile spendere il nome del personaggio; la squadra giovane è più complicata da far passare come notizia. Ma visto che non ci sono soluzioni riprenderei una frase di Velasco: “Non cerchiamo alibi, facciamo il nostro meglio nelle condizioni in cui siamo”».

Trovi, magari in parte, una similitudine con il periodo in cui tu e la Generazione di fenomeni eravate in campo? Siete stati protagonisti dell’ingresso nel volley dei grandi gruppi imprenditoriali ma anche della successiva uscita senza grossi danni.
«Alcuni grandi gruppi hanno abbandonato mentre altri, magari un po’ meno popolari, sono entrati. Il livello economico era calato un po’, ma senza che ci fosse questa grande sensazione di crisi. Adesso invece il volley sente e vive la condizione economica italiana: ci sono meno soldi e si sta meno bene. Io tenderei a fare l’ottimista: il futuro non è così roseo, ma stare lì a lamentarsi non ci aiuta molto».

Parlando del prossimo campionato tutti vedono Macerata davanti e Piacenza a inseguire. E’ anche il tuo parere?
«Il volley ci ha insegnato a ribaltare spesso i pronostici, ma in questa fase del campionato possiamo fare i conti solo con la carta: Macerata davanti a tutti e Piacenza a inseguire è l’unica analisi che si può fare».

Qual è la tua opinione sul Copra Elior?
«Ha avuto il grandissimo merito di ritrovare fiducia, di avere puntato su un gruppo bellissimo che mi sembra la benzina di questa squadra. Nel complesso il campionato inizialmente vivrà di alti e bassi, saranno necessari almeno un paio di mesi per conoscere i veri valori e per capire chi potrà lottare per il vertice e chi invece dovrà accontentarsi di vivacchiare nelle retrovie».

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