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Volley - Ufficiale, Meoni al Copra: «Ho un legame morale»

Adesso è ufficiale: Marco Meoni torna a essere un giocatore del Copra. L'anticipazione data nei giorni scorsi, quando il presidente Molinaroli aveva comunque smentito per proseguire la trattativa in assoluta tranquillità, si è concretizzata in...

Marco Meoni con la maglia di Piacenza
Adesso è ufficiale: Marco Meoni torna a essere un giocatore del Copra. L'anticipazione data nei giorni scorsi, quando il presidente Molinaroli aveva comunque smentito per proseguire la trattativa in assoluta tranquillità, si è concretizzata in serata. Il regista, classe 1973, torna a vestire la casacca di Piacenza, che aveva già indossato dal 2007 al 2010 vincendo anche uno scudetto e una Supercoppa.

Meoni, che aveva abbandonato il volley alla fine del 2013 dopo tre stagioni a Verona, torna con l'obiettivo di fare da "chioccia" a Tavares e aiutare la squadra durante gli allenamenti. Impiegherà probabilmente qualche tempo per mettersi a posto fisicamente, ma da un punto di vista tecnico e tattico potrà rappresentare un innesto importante, in una squadra che necessità di un regista dall'addio di Valerio Vermiglio.

Marco Meoni era già tesserato con Piacenza dalla scorsa stagione e il suo inserimento in rosa si rivela una scelta strategica che consentirà alla società di mantenere aperta la possibilità di un eventuale ulteriore acquisto. Il regolamento infatti consente di inserire nuovi arrivi in rosa fino al giorno prima degli eventuali play off.
Martedì prossimo Meoni inizierà ad allenarsi con i suoi nuovi compagni al PalaBanca.

«Mi hanno chiesto se potevo dare una mano dopo il saluto di Vermiglio - spiega Meoni alla sua prima intervista da nuovo biancorosso - e ho detto di sì, perché a Piacenza mi sento legato moralmente».
Poi scherza: «Ho accettato perché volevo dare un tocco di gioventù. Anche se sono stato chiaro: io da quasi due anni non faccio più niente, devo capire che tipo di aiuto posso dare».
L'obiettivo è tenere alto il livello degli allenamenti e prendere per mano Tavares nel momento del bisogno. «Direttamente ho visto giocare Piacenza solo a Padova, dove non hanno mostrato una pallavolo di alto livello. Ma in campionato ci sono state tante sorprese anche da parte di altre formazioni e il Copra deve ancora trovare il giusto equilibrio».
Poi, in chiusura, svela un retroscena: «Perché ho accettato? Zlatanov mi ha tormentato per una settimana. Continuava a chiamarmi, alla fine mi ha preso per sfinimento e ho dovuto dire di sì».
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