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Domenica, 16 Giugno 2024
Volley A1 maschile

Volley - Simon: «La nazionale cubana? Tornerei di corsa»

La notizia è di quelle destinate a far tremare tutto il movimento: Cuba sarebbe intenzionata ad aprire le porte della Nazionale anche ai giocatori impiegati all’estero. Si tratta di anticipazioni, dunque non si conoscono ancora i dettagli e...

La notizia è di quelle destinate a far tremare tutto il movimento: Cuba sarebbe intenzionata ad aprire le porte della Nazionale anche ai giocatori impiegati all’estero. Si tratta di anticipazioni, dunque non si conoscono ancora i dettagli e bisognerà capire a livello pratico quali potrebbero essere le condizioni e soprattutto se la maglia della rappresentativa caraibica potrà essere indossata solo da chi è uscito regolarmente o anche dai (tanti) che in queste ultime stagioni sono scappati andando incontro ad almeno due anni di stop. Resta il fatto che, se i rumors si trasformeranno in realtà, Brasile, Russia e le altre squadre che al momento si giocano tutte le manifestazioni più importanti dovranno guardarsi da un temibilissimo avversario in più.

CHIAVE - Nel momento in cui arriverà il via libera si riapriranno le porte della Nazionale anche per Robertlandy Simon, centrale attualmente in forza al Copra Elior. Il cubano infatti non è scappato, uscendo con tutti i documenti in regola e attendendo il pass concesso dalla federazione internazionale (e da quella caraibica) prima di scendere nuovamente in campo con la maglia biancorossa.

«Ma è una notizia vera?» chiede sgranando gli occhi Simon a fine allenamento. Lui non ha mai fatto mistero di aver lasciato un grosso pezzo di cuore in patria e sotto la maglia della propria Nazionale. Teoricamente, avendo sposato una nostra connazionale ed essendo in possesso di tutti i documenti necessari, potrebbe anche giocare per l’Italia. Ma lui è sempre stato chiaro: o Cuba o niente. Anche perché di quella rappresentativa è stato il capitano e il giocatore simbolo fino ai Mondiali del 2010 chiusi con l’argento dietro al Brasile.

COERENTE - «Io - confessa - non ho cambiato idea e lo ribadisco un’altra volta: o gioco con Cuba o non gioco. Se mi chiamassero sarei contentissimo, ovviamente però non essendo ancora la notizia ufficiale ci sono tanti aspetti da definire e da capire nei dettagli. Ad esempio quali potrebbero essere le condizioni per un ritorno da parte di chi non si allena in maniera costante con la Nazionale. Ma se si trovasse un accordo io torno subito».

Ti senti ancora il capitano della rappresentativa del tuo Paese?
«Io mi sento un giocatore che può essere chiamato nella Nazionale cubana, nulla di più».

Secondo te Cuba dove potrebbe arrivare recuperando tutti gli atleti attualmente all’estero per riunirli in quella che sarebbe una super formazione?
«Probabilmente molto in alto. Ma non è detto che mettendo insieme giocatori forti si abbia automaticamente una squadra di alto livello. I nomi ci sono, da Juantorena a Leal fino a Leon, poi bisogna capire la nostra reazione allenandoci e scendendo in campo come gruppo».
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