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Volley - Molinaroli: «Umiltà, gioco e cocciutaggine»

La sconfitta peggiore della stagione e il primo posto mancato non sono rimasti sullo stomaco al presidente Guido Molinaroli. Il pesante 3-0 subito domenica scorsa a Macerata è già stato digerito dal massimo dirigente biancorosso, adesso...

Guido Molinaroli, massimo dirigente biancorosso
La sconfitta peggiore della stagione e il primo posto mancato non sono rimasti sullo stomaco al presidente Guido Molinaroli. Il pesante 3-0 subito domenica scorsa a Macerata è già stato digerito dal massimo dirigente biancorosso, adesso completamente concentrato sui play off. Non poteva essere altrimenti: dopo una stagione ricca di successi e con la Coppa Italia in bacheca una battuta d’arresto non può scalfire l’umore del numero uno del Copra Elior. Anche perché giovedì inizia il periodo più importante di tutto l’anno.

Quello del Fontescodella stato uno 0-3 piuttosto pesante, non solo nel punteggio e nei singoli parziali. Potrebbe lasciare qualche strascico in vista dei play off che stanno iniziando?
«Lo escludo. Perdere non piace mai a nessuno, soprattutto a protagonisti come quelli di Piacenza abituati a vincere spesso. Ma quando i giocatori si stavano salutando sotto rete la sconfitta era già metabolizzata».

Però avete lasciato per strada la possibilità di qualificarvi per la Champions del prossimo anno con largo anticipo. Adesso bisognerà attendere la finale scudetto per sapere se Piacenza giocherà ancora nella competizione continentale più importante.
«Onestamente non siamo mai stati in testa per tutto il campionato, con l’eccezione della penultima giornata. Poi bisogna essere anche realisti, prima dell’ultimo appuntamento tutti fanno i conti per capire cosa potrebbe succedere e noi abbiamo visto che in quell’ottica arrivare primi o secondi avrebbe cambiato poco. Per non andare in Champions dovremmo vivere una finale senza Macerata e senza Piacenza. A tutt’oggi perché si verifichi questa ipotesi dovrebbe succedere un cataclisma».

C’è chi sostiene che arrivando secondi paradossalmente vi siate garantiti un percorso più facile.
«Per me tutti i play off sono complicati, soprattutto i quarti di finale che si giocano due gare su tre. Guardando le ultime giornate l’unica sfida scontata dovrebbe essere Macerata-Verona, mentre a noi è capitata Città di Castello che è una delle formazioni con il miglior gioco di tutto il campionato. Sulla carta siamo favoriti, non possiamo nasconderlo, ma i nomi da soli non sono sufficienti in questi momenti della stagione, ci vogliono umiltà, gioco e cocciutaggine».

Sotto che aspetto potrebbe mettervi in difficoltà Città di Castello?
«E’ una sfida simile a quella di Coppa Italia contro Vibo, in cui abbiamo tutti i pronostici dalla nostra parte ma basta uno scivolone per rovinare tutto. Con questa formula se giovedì in gara1 dovessimo perdere sarebbe durissima andare a recuperare domenica in casa loro».

Allargando il discorso qual è la sfida più equilibrata dei quarti di finale?
«Quella più intrigante è Trento-Modena, se fossi uno spettatore disinteressato andrei a vederla. Subito dopo direi Perugia-Cuneo».

Terminata la regular season si possono tirare i primi bilanci. Questa Piacenza è la squadra più spettacolare mai vista al PalaBanca?
«Difficile fare paragoni con il passato, anche se obiettivamente adesso in rosa ci sono personaggi e giocatori particolari. Abbiamo vinto molto, mentre nelle scorse stagioni spesso dovevamo fare i conti con risultati più altalenanti, ma c’erano anche condizioni differenti. Gli avversari erano molto più numerosi rispetto a oggi: Cuneo, Trento, Macerata, Treviso e Modena erano sempre fortissime. E non dimentichiamoci che potevamo contare su giocatori del calibro di Meoni, Bjelica e Marshall, solo per fare qualche nome».

Si parla molto di eventuali modifiche alla formula del campionato, a una Superlega che comprenda A1 e A2, a un’unica Lega maschile e femminile. Cosa ne pensa?
«Senza dubbio il campionato dovrebbe essere più lungo e senza interruzioni provocate dalle Nazionali. Paghiamo i giocatori per 10 mesi e spesso li abbiamo a disposizione 6 o 7. La Superlega potrebbe avere un appeal differente, magari con un numero maggiore di stranieri in campo, prendendo spunto almeno in parte da quanto succede nell’Nba. Non dimentichiamo che sia sulle regole sia sulla tecnologia, come ad esempio l’ingresso del video check, siamo molto più avanti rispetto ad altri sport statici come il calcio».

Il mercato, ormai è consuetudine, inizia quando ancora i play off devono entrare nel vivo. E come spesso succede sono protagonisti dei giocatori biancorossi. Le voci su Simon e Vettori, richiesti da valanghe di squadre, possono dare problemi?
«Lo escludo nel modo più assoluto».

Ultima domanda: dove arriva questa Piacenza?
«Un passo alla volta. Vorrei tanto che possa raggiungere la semifinale».
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