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Volley - Molinaroli risponde a Magri: «Dica la verità»

Guido Molinaroli non ci sta. Il comunicato della Fipav sul caso Marshall, in cui sostanzialmente la federazione italiana sostiene di aver fatto tutto il possibile per consentire il passaggio di nazionalità sportiva del giocatore e ritiene che il...

Guido Molinaroli, presidente biancorosso
Guido Molinaroli non ci sta. Il comunicato della Fipav sul caso Marshall, in cui sostanzialmente la federazione italiana sostiene di aver fatto tutto il possibile per consentire il passaggio di nazionalità sportiva del giocatore e ritiene che il via libera debba essere concesso solo da Cuba, non convince la società biancorossa. Che non accusa il colpo e anzi passa al contrattacco.
«Di primo acchito - racconta un ironico Molinaroli - devo dire che il comunicato è fatto veramente bene. Manca però un aspetto chiave, vale a dire la verità».
Già la premessa lascia intendere che non c’è alcuna intenzione di accettare le dichiarazioni del presidente federale. «Nella nota hanno citato i regolamenti e sfido chiunque della Fipav a dimostrare che queste norme sono state inoltrate alle società. Non ce l’abbiamo noi, ma nemmeno Modena e nessun’altra realtà di Superlega o di A2. Non chiedo che questi documenti vengano inviati alle squadre di Serie C, ma penso sia un obbligo della federazione spedirli almeno ai diretti interessati ».

LE DATE DELLA VICENDA
Il presidente biancorosso poi entra nel dettaglio analizzando le date della vicenda e i percorsi seguiti dalla società piacentina. «Il 6 luglio abbiamo avviato la pratica inoltrando alla Fipav tutti i documenti richiesti, mi hanno chiamato personalmente per assicurarmi che la documentazione era a posto e infatti abbiamo ottenuto immediatamente la firma di Carlo Magri. I passaggi successivi, prima a Losanna e quindi a Cuba, sono stati sviluppati su consiglio e su idea della federazione italiana. Per quanto ci riguarda abbiamo seguito tutti i suggerimenti indicati dalla Fipav, ma i risultati non sono arrivati».
Particolarmente dure sono le ultime righe del comunicato federale, in cui si accusa l’Lpr di non aver presentato pubblicamente la vicenda in modo veritiero. “Siamo sorpresi e delusi” spiegano i vertici del volley italiano, con un linguaggio raramente utilizzato in vicende di questo tipo. Molinaroli respinge le accuse al mittente e anzi rilancia: «Sono veramente basito da quanto leggo. Avrei seri dubbi sulle mie capacità mnemoniche, se non fosse che con i miei interlocutori in federazione hanno parlato a più riprese anche il nostro amministratore delegato Roberto Pighi, il direttore sportivo Gabriele Cottarelli e i vertici di Legavolley, con in testa la presidentessa Paola De Micheli e l’amministratore delegato Massimo Righi. Fino a mercoledì della scorsa settimana Magri ci aveva a più riprese assicurato di essere ottimista e che la vicenda si sarebbe risolta a breve. Solo alla vigilia della gara con Verona, visto che non si otteneva alcun risultato, abbiamo deciso di tesserare Marshall da straniero per poterlo utilizzare. Una scelta obbligata per una totale assenza di chiarezza da parte della federazione. Prima ci hanno detto che Marshall avrebbe potuto cambiare la nazionalità sportiva a gennaio del 2017, entrando nel trentottesimo anno di età, poi hanno cambiato versione sostenendo che il passaggio sarebbe avvenuto a dicembre, quindi ci hanno detto di aspettare una sola settimana e poi invece hanno posticipato il tutto alla prossima stagione».

IL CASO DENNIS: CUBANO O ITALIANO?
Insomma, una grande confusione. Alimentata ulteriormente dalla situazione di Angel Dennis, che in passato ha giocato da italiano nel nostro campionato mantenendo però lo status di cubano nelle coppe europee, avendo avuto il via libera solo da Roma e non da Losanna o da L’Avana. Secondo la Fipav da quegli anni è cambiato il regolamento, però il fatto che adesso il giocatore, in forza a Milano, sia stato tesserato nuovamente da cubano dopo otto stagioni da italiano (dal 2004 al 2012, periodo in cui ha vinto anche uno scudetto), non fa altro che rendere il tutto ancora meno comprensibile.
«Secondo me - scherza, ma non troppo, Molinaroli - Dennis avrà uno sdoppiamento della personalità. Ma soprattutto la dice lunga il fatto che non giochi da italiano nonostante sia un classe 1977 e abbia dunque già superato l’età in cui, secondo la Fipav, potrebbe scegliere autonomamente la propria nazionalità sportiva».

«UN PERCORSO DEFINITO CON LA LEGAVOLLEY»
Adesso l’Lpr deve decidere come muoversi per tutelare i propri interessi. Si sta pensando a un’azione legale, ma è necessario valutare pro e contro di una decisione che potrebbe portare anche la beffa di una squalifica per dirigenti e giocatore. Allora ci si muove con i piedi di piombo e il primo passo sarà un confronto con la Legavolley. «Posso solo dire che questo comportamento da parte della federazione non ci sta bene. Ma prima di muoverci su un terreno minato come quello di azioni legali voglio confrontarmi in modo costruttivo con la Lega, per avviare un percorso di comune accordo di cui inizieremo a parlare da venerdì. Non ho alcuna intenzione di travestirmi da Don Chisciotte, ma se facciamo parte dell’Unione Europea allora dobbiamo avere le stesse regole delle altre nazioni».
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