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Volley - Luca Vettori, personaggio controcorrente

E’ diventato personaggio suo malgrado e, probabilmente, anche contro la sua volontà. Perché Luca Vettori da eccellente giocatore sia diventato persona (e sportivo) da prendere ad esempio non se lo spiega nemmeno lui. Non è...



E’ diventato personaggio suo malgrado e, probabilmente, anche contro la sua volontà. Perché Luca Vettori da eccellente giocatore sia diventato persona (e sportivo) da prendere ad esempio non se lo spiega nemmeno lui. Non è estroverso, non si fa fotografare con le veline, non ha un profilo twitter ed ha “osato” dichiarare che leggere un libro gli porta più piacere di una partita di pallavolo. Insomma, non ha nessuno degli ingredienti classici che fanno di uno sportivo un personaggio, eppure in pochissimo tempo è diventato un uomo simbolo della pallavolo italiana.

«E’ vero - spiega l’opposto del Copra Elior - in un paio di mesi è cambiata la mia vita, senza dubbio in positivo. Finita l’estate c’è stata subito tanta voglia di riprendere a giocare con Piacenza, ma mi sono accorto che qualcosa era cambiato. Non in me, più che altro nel modo in cui sono visto; questo però non deve turbarmi ma essere visto come un aspetto positivo».

Nel giro di pochissimo tempo sei passato da giocatore a personaggio.
«E’ una cosa che mi piace, anche se a volte mi spaventa. Devo stare attento a come mi gestisco e a come affronterò tutti gli ostacoli che avrò di fronte. Ma sono fiducioso».

Ti sei dato una spiegazione del perché sei diventato un personaggio, al di là delle qualità tecniche innegabili?
«In realtà no, mi sono chiesto parecchie volte il motivo per cui c’è stato questo cambiamento. Io vorrei utilizzarlo per far qualcosa di positivo, prendendo in mano le redini della mia maturità senza andare allo sbaraglio».

Ti sei presentato in modo opposto rispetto agli sportivi classici. In un’intervista hai dichiarato: è più piacevole leggere un libro che giocare a pallavolo.
«Assolutamente. Ci deve essere un tempo quotidiano in cui coltivare tutte le proprie relazioni, gli interessi e le passioni. Una piccola battaglia che vorrei condividere».

Questo tuo modo di presentarti fa sì che tu piaccia ai ragazzini ma anche alle mamme e ai papà. Si trovano di fronte un esempio vivente di quanto i genitori sostengono sempre: lo sport non deve lasciare in secondo piano lo studio e la cultura.
«L’educazione è qualcosa di importante da coltivare e sottolineare. Da questo punto di vista non mi tiro indietro, anzi mi piace mettermi in gioco».

Stai dimostrando che si può essere sportivi di alto livello e avere alle spalle una buona base culturale.
«Ci ho sempre creduto e quest’anno mi piacerebbe coinvolgere Piacenza nelle mie passioni extrapallavolistiche».

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