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Volley - Lpr, causa alla Fipav: per Marshall ricorre al Tar

Fra Piacenza e la Fipav nazionale adesso è guerra aperta. Dopo averla minacciata nei giorni scorsi, l’Lpr ufficializza una causa civile alla federazione per il caso Marshall. La società biancorossa a breve si rivolgerà al Tar (ancora da decidere...

Guido Molinaroli, presidente dell'Lpr volley-2
Fra Piacenza e la Fipav nazionale adesso è guerra aperta. Dopo averla minacciata nei giorni scorsi, l’Lpr ufficializza una causa civile alla federazione per il caso Marshall. La società biancorossa a breve si rivolgerà al Tar (ancora da decidere se quello del Lazio) presentando un ricorso e chiedendo il tesseramento dello schiacciatore da italiano. Non è finita, perché il percorso legale prevede anche una seconda strada: la liberalizzazione dei giocatori comunitari, che secondo i vertici biancorossi dovrebbero essere equiparati agli italiani. In pratica Piacenza si apre due porte per risolvere il problema dell’eccessivo numero di stranieri: o il via libera a Marshall con la nazionalità sportiva “azzurra” oppure l’equiparazione di Clevenot e Yosifov agli italiani, in modo che Giuliani non sia più costretto a mandare in campo una squadra controllando a ogni rotazione i passaporti di chi entra nel sestetto.
Dunque niente tribunali sportivi, ma una causa civile che potrebbe non avere tempi lunghissimi: «A inizio della prossima settimana - spiega il presidente Guido Molinaroli - prepareremo il ricorso, per una decisione del giudice potrebbero essere sufficienti anche 20-30 giorni». Dunque in casa biancorossa sperano di avere una risposta già prima della sosta natalizia.

MA IL REGOLAMENTO E' CAMBIATO?
«Fino al pomeriggio di venerdì - spiega il massimo dirigente dell’Lpr - abbiamo chiesto alla Fipav, anche tramite la Legavolley, una risposta convincente sul caso Marshall. E nessuno è stato in grado di darcela. Quando noi citiamo i casi di Juantorena, Dennis, Cardona e Ruiz, gli ultimi due oltretutto hanno anche giocato con noi, ci rispondono che negli ultimi due anni il regolamento per la modifica della nazionalità sportiva è cambiato. Abbiamo chiesto sia alla Legavolley sia, in via informale, alla federazione internazionale e la risposta è stata la stessa: dal 2006 la norma è rimasta immutata».
Allora Molinaroli vuole lanciare un appello, lo fa in modo scherzoso ma la sua richiesta è molto precisa: «Se qualcuno in Italia ha una copia del nuovo regolamento con la modifica al cambiamento di nazionalità sportiva chiedo di spedirlo alla nostra società. Noi lo abbiamo domandato alla Fipav ma nessuno ce lo ha inviato; se sono così sicuri delle loro affermazioni basterebbe spedircelo via e-mail e il problema sarebbe immediatamente risolto».

LA LIBERALIZZAZIONE DEI COMUNITARI
Fin qui il caso Marshall. Ma Piacenza cerca anche un altra soluzione al problema dei troppi stranieri in squadra. «Schierare Leonel da cubano significa fare torto ad altri giocatori, costretti a rimanere in panchina per colpe non loro. Per questo chiederemo alle autorità competenti di applicare anche nel volley italiano la liberalizzazione dei comunitari, in questo modo consentiremmo a Clevenot e Yosifov di giocare liberamente. Una norma che limita l’utilizzo di atleti francesi, bulgari e comunque di nazioni appartenenti alla comunità europea nel nostro campionato è una grossa ingiustizia e spero che questa mossa al Tar susciti l’interesse della federazione. Mi chiedo, ad esempio, perché in Francia può scendere in campo una formazione con sei italiani e la situazione inversa non si possa invece verificare in Italia. Mi si dirà che Polonia, Turchia e Russia hanno regole differenti, ma in Polonia hanno scelto una strada particolare, mentre Turchia e Russia non fanno parte dell’Unione Europea».
Ma chi presenterà materialmente il riscorso al Tar? Un singolo giocatore o la società? Anche perché il rischio è che la giustizia sportiva prenda provvedimenti arrivando fino alla squalifica dei diretti interessati.

«NON TEMIAMO SQUALIFICHE»
«Chi firmerà i documenti lo decideremo quando saranno pronti. Per la squalifica non ci sono i presupposti, i legali ci hanno spiegato che il nostro è un caso diverso rispetto a chi negli anni scorsi veniva fermato dalle federazioni di origine».
Fin qui il succo della vicenda, che dunque vedrà Piacenza e la Fipav scontrarsi (probabilmente a breve) in un’aula di tribunale. Ma Molinaroli non si ferma e racconta di non aver digerito alcune dichiarazioni scritte sul caso Marshall. «Sono molto dispiaciuto, perché un giornalista della Gazzetta ha criticato i nostri dirigenti descrivendoli come una sorta di “mangiapane a tradimento”. Non capisco come possa dare certi giudizi, noi potremmo sollevare lo stesso problema chiedendo: siamo sicuri che scriva cose corrette?».
Quindi il numero uno biancorosso prosegue: «Un giornalista deve verificare quanto scrive, invece mi sembra che i suoi articoli siano frutto solamente di colloqui con la federazione. Perché non ha mai sentito anche noi? E se è così sicuro che il regolamento internazionale sia cambiato, invito anche lui a farmi avere la copia della nuova normativa. Ultima cosa: commette un errore storico, perché nessun giocatore cubano, Juantorena compreso, ha mai avuto la liberatoria da Cuba. Tutti i pallavolisti provenienti dall’isola caraibica hanno ottenuto la possibilità di giocare passando attraverso la Fivb e lo sappiamo bene noi, che abbiamo avuto in squadra atleti come Cardona e Ruiz. Detto questo vorrei anche che qualcuno mi spiegasse la vicenda Dennis, un giocatore arrivato come cubano, tesserato per anni da italiano e adesso diventato nuovamente cubano. Ma come è possibile?».
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