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Volley - L'Lpr apre all'azionariato popolare

E’ l’azionariato popolare la novità societaria annunciata in casa Lpr volley. «Aperto a tutti - spiega il presidente Guido Molinaroli - ma principalmente a piccoli imprenditori, artigiani e professionisti». Quote complessive da 2200...

Volley - L'Lpr apre all'azionariato popolare - 1

E’ l’azionariato popolare la novità societaria annunciata in casa Lpr volley. «Aperto a tutti - spiega il presidente Guido Molinaroli - ma principalmente a piccoli imprenditori, artigiani e professionisti». Quote complessive da 2200 euro per acquistare l’1 per cento: 1200 euro di capitale a cui aggiungerne 1000 come finanziamento soci. Con i costi fiscali, di notaio e commercialisti, interamente a carico dei cedenti. «L’obiettivo - spiega il massimo dirigente - è coinvolgere il maggior numero possibile di persone, non per forza i nostri tifosi, fino a un massimo del 40 per cento».
Rimane dunque saldamente in sella il trio attuale Arici-Pighi-Molinaroli: «una compagine sociale che funziona veramente bene». Sul pessimo momento della squadra solo un accenno: «Sapevamo i rischi che avrebbe comportato partire con un ritardo così forte. Però fra prospettive da quinto-sesto posto e una sola vittoria in sette giornate la prospettiva cambia parecchio. Ma sono convinto che vincendo una partita la situazione si sbloccherebbe, perché la squadra è più forte dell’anno scorso, quando abbiamo giocato mezza stagione con un solo palleggiatore e non avevamo Luburic e Perrin, fra i migliori nei rispettivi ruoli come confermano le statistiche di Lega».
Si torna subito alla novità dell’azionariato popolare e dopo aver citato i casi più conosciuti del Barcellona («con 180mila soci, chi ha più di 14 anni paga 140 euro ed è stato calcolato che a fine anno ha un vantaggio di 700 euro fra sconti e convenzioni») e delle squadre tedesche («per regolamento è vietato che un singolo socio detenga più del 50 per cento») si passa ai casi italiani, in gran parte un fallimento o comunque con risultati poco fortunati.

DIVERSO - Perché a Piacenza dovrebbe essere differente? «Quello che non ha mai funzionato - chiarisce Molinaroli - è un azionariato popolare creato per salvare la società. Qui stiamo parlando di un discorso completamente differente: la base c’è ed è solida, si tratta di implementarla creando una business community composta da imprenditori che entrando nel gruppo abbiano possibilità concrete anche per lo sviluppo delle attività che rappresentano».
Ma chi cederà le quote? Attualmente Molinaroli detiene il 20 per cento con Pighi e Arici al 40 per cento ognuno. «Io sono disposto a tenerle, visto che ne ho meno. Ma non abbiamo nessun problema a cederle tutti in proporzione, in base ai nuovi ingressi»
La partenza ufficiale della campagna avverrà già dalle prossime settimane, dunque a stagione in corso. Ma prima dell’annuncio di questa mattina il presidente ha sondato il terreno, riscontrando interesse e disponibilità. «L’idea - precisa - è quella di creare una sorta di tribuna soci, come fatto qualche anno fa da Cuneo. Chi entrerà nel gruppo usufruirà ovviamente di abbonamenti gratuiti e ogni 10 per cento di quote acquistate avrà diritto a un rappresentante nel consiglio di amministrazione. Ogni mese inoltre programmeremo un’assemblea soci».

MINI ABBONAMENTO PER IL RITORNO - Le novità non finiscono: la società ha anche pensato di proporre un mini abbonamento valido per il solo girone di ritorno. Si vuole sfruttare la possibilità offerta da un calendario che propone le gare interne contro le migliori squadre del torneo tutte nella fase ascendente del campionato. «Ce lo hanno chiestoa lcune persone e vorremmo trasformare questa opportunità in un regalo natalizio fatto agli appassionati che ancora non si sono abbonati. Dal 17 gennaio al 28 febbraio affronteremo al PalaBanca nell’ordine: Lube, Trento, Verona, Modena, Latina e Perugia, vale a dire le formazioni che occupano i primi posti della graduatoria. Offriamo una tessera a prezzi ridotti, pensiamo possa essere una buona opportunità per i piacentini».
La campagna si aprirà il 13 dicembre, la Tribuna numerata intera costerà 68 euro (Ridotta 49), la Tribuna libera intera 49 euro (Ridotta 38).

MERCATO - «Il grosso successo del 2015 è quello di esserci ancora. Adesso puntiamo al rilancio». Guarda avanti il presidente e parla inevitabilmente del mercato: «Siamo pronti a intervenire, ma fino a gennaio diventa difficile trovare giocatori interessanti e noi non vogliamo comprare tanto per farlo, interverremo solamente se ci saranno atleti in grado di permetterci il salto di qualità. Qualche spiraglio si aprirà con la conclusione del primo turno di Champions, quando alcune squadre eliminate saranno disposte a cedere anche i pezzi pregiati».
I play off restano un obiettivo concreto, anche se adesso si nominano a bassa voce. Intanto ci si sta già muovendo anche per il prossimo anno. «Ci vorrà qualche inserimento importante, ma la base con Perrin e Luburic c’è già. Puntiamo a tre innesti, li abbiamo già individuati perché ci sono molti giocatori validi con il contratto in scadenza e speriamo di avere risposte a breve, perché il vero mercato si definisce nei prossimi mesi».
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