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Volley - Giuliani: «Vittoria di cuore e carattere». VIDEO

Scherza Samuele Papi: «Il mio ultimo punto? Non ne avevo più. Ho tirato al massimo perché se fosse arrivata un’altra alzata non so se ce l’avrei fatta». Sembrava dovessi giocare titolare, invece sei partito in panchina, ma quando sei...

Il muro di Alletti e Hierrezuelo



Scherza Samuele Papi: «Il mio ultimo punto? Non ne avevo più. Ho tirato al massimo perché se fosse arrivata un’altra alzata non so se ce l’avrei fatta».
Sembrava dovessi giocare titolare, invece sei partito in panchina, ma quando sei entrato hai fornito un contributo fondamentale.
«Mi sono detto: io do il massimo. Devo dare una mano anche a livello morale alla squadra, ci ho provato ed è andata bene».
Il tuo primo punto è stato un muro su Djuric.
«E’ andata bene, ho capito dove tirava e sono stato anche fortunato».
Durante la partita hai raggiunto gli 8500 punti in carriera.
«Vero – ride - ma ho 200 partite in più degli altri. Sono contento, ma quello che mi fa più felice sono le tante gare in più rispetto agli altri».

Grandi sorrisi anche per Aimone Alletti, uno dei principali protagonisti del successo biancorosso.
«Iniziare con due sconfitte non è mai facile, essere ancora a zero punti ti mette un po’ di pressione, con Verona abbiamo trasformato la tensione in voglia di vincere, penso sia stato questo a fare la differenza».
Verona vi ha recuperato due volte nel conto dei set, poi avete anche annullato due match point ai vostri avversari. Cosa avete avuto tecnicamente in più di loro?
«Abbiamo affrontato una grandissima squadra con individualità fortissime, Kovacevic e Baranowicz hanno trovato turni in battuta che ci hanno messo in grande difficoltà. Al tie break quando abbiamo messo la testa avanti noi potevamo contare su un signore che qualcuno chiama vecchietto, ma ce ne fossero di giocatori come lui».
E poi c’è un Alletti partito alla grande in questa stagione.
«Sono contento di essermi ritagliato un ruolo da protagonista in questa squadra, ma la strada è ancora lunghissima».

Si gode il successo anche Alberto Giuliani, tecnico di una Piacenza che ha conquistato i due punti puntando principalmente sulla squadra e non sulle qualità individuali.
«Torna il sorriso per la prestazione di cuore e carattere dei ragazzi, un po’ meno per il gioco perché ancora siamo indietro rispetto a una ventina di giorni fa, quando in ricezione e a muro eravamo molto più solidi».
Possiamo dire che era la gara psicologicamente più difficile da inizio campionato?
«Forse ce l’ha resa facile il fatto che dovevamo pensare a tante cose, agli incastri nei cambi e a situazioni provocate dal problema del tesseramento da straniero di Marshall».
Siete stati bravi a lasciare fuori dallo spogliatoio i problemi legati allo status da italiano di Leo che hanno tenuto banco negli ultimi mesi.
«Preparerò un cartello all’entrata del palazzetto e dello spogliatoio con scritto: pensiamo solo alla pallavolo. Ritengo sia la maniera più corretta per sfruttare questa rosa al meglio».
Le qualità in attacco dell’Lpr si conoscevano. Con Verona però sono arrivate anche le difese di Hernandez a inizio gara e una copertura decisiva di Manià sull’11-10 per Verona nel tie break. E’ questa la squadra che vuoi vedere?
«Sono bei segnali, anche venerdì abbiamo parlato tanto di copertura. Adesso bisogna crescere sotto il profilo del gioco, ma prima dobbiamo pensare a Molfetta, a una trasferta durissima. Non dobbiamo mollare un centimetro sotto l’aspetto dell’agonismo, poi avremo dieci giorni per concentrarci sulla qualità».
Che squadra potrebbe essere questa Lpr con Marshall da italiano?
«Il rammarico nello schierarlo da straniero esiste. Ho sempre detto che la squadra era stata pensata e costruita molto bene, adesso invece dobbiamo rinunciare a un ragazzo come Clevenot o a un centrale che può fare la differenza come Yosifov».

Le pagelle
Hierrezuelo 7
: trova precisione e lucidità con il passare dei punti. E quando ci riesce è uno spettacolo per i compagni e per il pubblico. Trascinatore, come conferma l’ace nel finale di tie break
Hernandez 7,5: inizia con un pallonetto su un’alzata bassissima, prosegue con un mani e fuori su una palla impossibile, poi arriva la piazzata in mezzo al campo. Aggiusta tutto, anche i palloni impossibili. A volte esagera, ma cosa vuoi dire a uno che mette a tabellino 25 punti?
Papi 7+: entra e trova una super difesa senza muro che consente a Piacenza di volare 18-15 nell prima frazione. Nel secondo set si toglie lo sfizio di murare Djuric, poi ha il merito di mettere a terra l’ultimo punto. Una partita da urlo
Marshall 7: Non gioca da un mese, non può essere al top e lo dimostra il muro che subisce da Baranowicz sul 23-22 del primo set e che potrebbe rivelarsi pesante. Impiega un po’ a trovare continuità, esce alla distanza e diventa letale nel finale
Clevenot 7+: primo set da incorniciare, i due lungolinea nel finale di frazione sono da manuale del volley. Poi esce non per demeriti suoi, ma tutte le volte che rientra risponde alla grande
Alletti 7,5: la fotografia della sua partita è il pallone che regala il match point a Piacenza. Conferma di attraversare un momento eccellente sia in attacco sia a muro
Yosifov 6,5: anche lui dentro e fuori, si mette in luce sui suggerimenti di Hierrezuelo, mentre a muro non riesce a trovare il ritmo giusto
Tencati 6+: si immola alla causa, parte titolare ma poi è costretto ad alternare lunghi periodi in panchina a poche apparizioni in campo. Operazione non semplice, Luca fa il possibile
Manià 7+: sbaglia qualcosa in ricezione, anche per merito dei battitori di Verona. Ma la sua stratosferica copertura sull’11-10 Verona del tie break vale la vittoria di Piacenza
Cottarelli sv: in campo solo per due servizi, gambe e braccia non tremano
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