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Volley - Corvetta: «Noi e Trento siamo i più forti»

Grazie alla collaborazione con il portale "cugino" Sportrentino, ecco l'intervista a Giacomo Sintini prima di gara5 Antonio Corvetta è pronto a giocarsi la finale con Trento in qualsiasi ruolo. In campo se ce ne fosse...


Grazie alla collaborazione con il portale "cugino" Sportrentino, ecco l'intervista a Giacomo Sintini prima di gara5

Antonio Corvetta è pronto a giocarsi la finale con Trento in qualsiasi ruolo. In campo se ce ne fosse bisogno, come ha già dimostrato in campionato, ma anche nel ruolo di suggeritore, come ha fatto nei play off tenendo tranquillo De Cecco nel momento più difficile del regista argentino. Che infatti da quel colloquio in panchina (di cui nessuno ha voluto rivelare il contenuto) ha avviato una crescita non ancora terminata.

Avete trascorso un mese a giocare quasi ogni tre giorni, adesso potete godervi una settimana di riposo fra una gara e l’altra. Come si gestisce questo periodo?

«Con parsimonia. Siamo arrivati alla fine, forzare adesso dal punto di vista fisico e tecnico non avrebbe senso; pochi allenamenti ma mirati per arrivare al top domenica».

Da regista sei la persona ideale per dare un giudizio sulla crescita della squadra dall’inizio dell’anno ad adesso.
«L’ago della bilancia, oltre alla sicurezza che ha preso in se stesso e di conseguenza ha dato alla squadra Luciano De Cecco, sono state le vittorie esterne ottenute a Vibo e a Modena successive all’eliminazione dalla Coppa Italia. Due trasferte da cui potevamo uscire con le ossa rotte invece sono arrivati risultati netti che ci hanno restituito credibilità agli occhi degli avversari. Fino a quel momento eravamo una formazione molto forte ma non eravamo ancora riusciti ad esprimere appieno il nostro potenziale. Da lì invece siamo cresciuti, giocando meglio e forzando in battuta, mettendo in crisi anche squadroni più forti di noi».

A inizio campionato Trento sembrava di un altro pianeta. Adesso quasi quasi a Piacenza dispiace che la stagione sia finita.

«No, non ci dispiace. A questo punto siamo arrivati noi e l’Itas, la ritengo una cosa giusta e guadagnata sul campo. Per i valori tecnici e la qualità del gioco sono le due squadre più forti di quest’anno, tutte le altre sono alle spalle, comprese Cuneo e Macerata. Adesso lo possiamo dire, siamo più forti di loro, lo abbiamo dimostrato sul campo battendo tre volte di fila la Lube, dunque mi sembra un dato inconfutabile. Ora siamo due pari con Trento, evidentemente la differenza è poca anche con i pluricampioni del mondo. Andiamo a giocarcela».

?Anticipaci gara5, che è quanto tutti attendono. Cosa succederà domenica pomeriggio, ma soprattutto domenica sera?
«Cosa succederà domenica sera non lo so anticipare e nemmeno prevedere, dipende da cosa succederà dalle 17 in poi. Sono sicuro che sarà una sorta di psicodramma collettivo sia per i trentini sia per i piacentini, in campo e sugli spalti: la tensione sarà alle stelle, la posta in palio la conosciamo tutti. Giochiamo fuori casa, con l’ultima prestazione sfoderata e con l’assenza di Raphael dico che le possibilità sono 50 e 50, mentre fino a gara3 il pronostico poteva essere se non totalmente piuttosto a loro favore».

Hai parlato dell’assenza di Raphael per infortunio; in campo ci sarà Sintini. Sei anche in questo caso la persona giusta per capire cosa potrà provare proprio Sintini a essere catapultato nel sestetto titolare dopo una stagione da secondo. In una finale scudetto che oltretutto lui ha già giocato e già vinto.
«Bisogna anche aggiungere che arriva dopo un periodo particolare per lui, che tutti conosciamo. Sono amico di Jack fin da ragazzino, quest’estate in Nazionale abbiamo avuto modo di parlarne, mi sembra una sorta di riconoscimento del destino. Sono molto contento per Sintini; non è una frase di circostanza, proprio perché se la gioca lui posso dire che in qualunque caso finisca io sarò contento».

Guarda anche l'ultimo allenamento di Piacenza sul campo rosa, montato al PalaBanca per la finale scudetto femminile.

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