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Volley - Alletti: «La chiamata azzurra? Un piacere enorme»

Due giorni tinti di azzurro per Aimone Alletti. E il centrale del Copra spera che non siano gli unici: la chiamata di Berruto per il progetto “Rio 2016” ha premiato la stagione del piacentino, uno dei pochi a mettersi in luce in...

Aimone Alletti in attacco

Due giorni tinti di azzurro per Aimone Alletti. E il centrale del Copra spera che non siano gli unici: la chiamata di Berruto per il progetto “Rio 2016” ha premiato la stagione del piacentino, uno dei pochi a mettersi in luce in un’annata di squadra sfortunata.
«E’ andata molto bene – spiega Alletti tracciando il bilancio della due giorni con la maglia dell’Italia – un periodo breve ma intenso in cui abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con lo staff azzurro al completo; in palestra c’era Berruto ma anche i suoi collaboratori Blengini, Corsano e Totire, che segue il Club Italia e penso allenerà in estate la formazione per gli European Games. E’ stato un confronto interessante».

Le tue sensazioni? Come è stato vestire l’azzurro?
«Un piacere enorme. Non ho mai avuto grandi opportunità, né nelle giovanili né tantomeno fra i seniores. Quando mi viene data questa possibilità per me è una gioia, speriamo di poterne avere altre in futuro, mi auguro sia stato solamente un primo assaggio».

L’obiettivo è quello di ripetere l’esperienza con la maglia della Nazionale anche in estate. La stagione del Copra è stata negativa, ma dal punto di vista personale hai vissuto un’annata a livelli molto buoni.
«Senza dubbio con Piacenza è stato un periodo complicato e abbiamo vissuto tanti problemi. Con l’Italia se mi verrà data un’opportunità sarò la persona più felice del mondo, se invece non ci sarà vorrà dire che il prossimo anno lavorerò ancora di più perché significa che evidentemente non ho fatto abbastanza».

Chiudiamo con il Copra: mancano tre giornate alla fine e i play off sono una speranza ormai ridotta al lumicino.
«Vero. Le possibilità sono pochissime, ma noi abbiamo l’obbligo di crederci fino all’ultimo pallone e lavoriamo per questo. Siamo costretti a vincere le ultime tre gare e poi guardare anche ai risultati delle altre formazioni. Potrebbe non essere sufficiente, ma abbiamo l’obbligo di uscire a testa alta».

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