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Il muro di Piacenza prova a fermare Lanza (f. cev.lu)

Il muro di Piacenza prova a fermare Lanza (f. cev.lu)

Piacenza, finisce l'avventura europea: in semifinale di Cev va Trento

I biancorossi perdono i primi due set, sono sconfitti 3-1 e salutano l'avventura continentale. Grande accoglienza dei tifosi trentini per Papi e Zlatanov

Per battere Trento serviva un’impresa. Una Piacenza ad altissimi livelli e, di fronte, avversari al di sotto delle aspettative. Non succede: i padroni di casa giocano due set, quelli più importanti, sbagliando pochissimo, mentre i biancorossi pagano la solita partenza inchiodata sui blocchi. Per mettere in difficoltà la squadra di Lorenzetti sarebbe stato necessario un servizio ficcante e una prova solida in ricezione. Non arriva nessuna delle due: nei parziali iniziali, quelli che regalano in anticipo la qualificazione ai padroni di casa, l’Lpr commette 15 errori dai nove metri con 2 sole battute vincenti, Trento risponde con la metà degli errori e un ace in più: se non fosse sufficiente Piacenza fatica parecchio anche in cambiopalla.

Nulla da dire sul meritatissimo passaggio del turno della Diatec, i biancorossi pagano a caro prezzo una gara di andata giocata con l’atteggiamento completamente errato e che è costato un pesantissimo 3-0. Con queste premesse presentarsi in trasferta con l’obbligo di conquistare 4 set perdendone al massimo uno è un fardello pesante, soprattutto quando di fronte hai la formazione che ha chiuso la stagione regolare al secondo posto.

IL SOLITO AVVIO AL RALLENTATORE

Come se non bastasse lo 0-3 dell’andata, l’avvio di Piacenza è il solito: gli avversari corrono, i biancorossi arrancano. Vero che la formazione di Lorenzetti gioca una pallavolo di altissimo livello, serve alla grande ma soprattutto riceve e difende senza pecche. Però è anche vero che l’Lpr fa molto poco per complicare la vita dei padroni di casa. Almeno fino a metà parziale, quando il muro ospite ferma un paio di volte gli avversari (da urlo il block di Alletti su Stokr) e riavvicina Piacenza. Ma il gap ormai è troppo elevato: Lanza regalerebbe l’ultima speranza con l’attacco out del 22-19 ma l’arbitro vede un tocco di Piacenza, fra le lamentele dei giocatori, chiudendo di fatto il set.

Le proteste incidono anche sulla seconda frazione. Che è molto simile alla prima, i padroni di casa scappano, gli ospiti rincorrono a lungo fino ad arrivare a un passo dal pareggio. Hernandez trova l’ace che fa tremare Trento sul 20-22; anche la battuta successiva finisce all’incrocio delle righe, ma giudice di linea e arbitro incredibilmente la vedono fuori regalando il 23-20 alla formazione di Lorenzetti che ringrazia e conquista il 2-0 valido per la qualificazione alle semifinali.

STRISCIONI E CORI PER PAPI E ZLATANOV

Il resto è accademia, Trento cambia tutta la formazione visto che fra tre giorni iniziano le semifinali play off, Giuliani lascia in panchina Hierrezuelo e Hernandez dando spazio a Cottarelli e Tzioumakas con Parodi libero di ricezione. Piacenza vince la terza ma perde l'inutile quarta frazione, prima di una conclusione tutta dedicata a Papi e Zlatanov. Dopo lo striscione mostrato in avvio: "Si legge pallavolo, si scrive Papi e Zlaty" nella curva dei tifosi della Diatec, al termine i sostenitori di casa tributano un lungo applauso ai due fenomeni di Piacenza, alla loro ultima apparizione a Trento. Lunghissimo l'abbraccio di Lorenzetti al capitano biancorosso, con l'ex tecnico di Piacenza che urla: «Scrivetelo, un bacio a Zlaty da parte mia».

Dal nostro inviato a Trento

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