Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Volley A1 maschile

Samuele Papi gioca la nuova Superlega: «Piacenza subito dietro le big. Lagumdzija può diventare uno dei migliori al mondo»

O'Fenomeno anticipa la stagione che inizierà nel week end: «La società biancorossa è ambiziosa e questo è molto positivo, i giocatori per fare bene ci sono tutti»

«Piacenza? Un’ottima squadra: potrà giocarsela alle spalle delle tre big che partono come favorite. A chi andrà lo scudetto? Perugia mi sembra leggermente più avanti rispetto a Modena e Civitanova, ma stiamo parlando di dettagli».

Samuele Papi ha avuto un’estate intensa: prima la Volleyball Nations League, poi le Olimpiadi come team manager della nazionale italiana. Adesso, terminato l’accordo con la federazione, è alla finestra e seguirà le prime giornate della Superlega che partirà in questo fine settimana come semplice spettatore.

«Prima di iniziare è d’obbligo una premessa: sono molto contento che le società stiano superando questo momento molto difficile. Tanti club hanno investito per allestire roster competitivi, adesso non resta che attendere un pubblico più numeroso possibile, perché lo sport è uno spettacolo che comprende anche i tifosi».

Iniziamo l’analisi tecnica: tre favorite e le altre a rincorrere?

«Innanzitutto inserirei nelle zone alte la formazione sorpresa che esce tutte le stagioni. Lo scorso anno è stata Monza, arrivata fino alle semifinali, adesso vedremo chi riuscirà a dare fastidio alle big».

Perugia, Civitanova e Modena, chi è davanti a tutti per il tricolore?

«Molto difficile, sono tutte formazioni di una qualità impressionante. Se devo sceglierne una in questo momento dico Perugia, ma come al solito a fare la differenza saranno i campioni nei momenti decisivi».

Alle loro spalle?

«Piacenza la inserisco subito dietro il terzetto delle favorite insieme a Trento, in terza fila metto Monza e Milano, sempre senza considerare la sorpresa che annualmente si presenta».

Tecnicamente pensi che questo campionato possa dire qualcosa di nuovo?

«Olimpiadi ed Europei hanno mostrato che ci sono tanti atleti in grado di sfruttare colpi interlocutori. Palleggi a due mani, pallonetti spinti sul muro, l’obiettivo è rigiocare se non arriva subito l’occasione giusta per chiudere il colpo. In questo caso oltre alla difesa deve esserci anche un’attenta lettura del muro e soprattutto un ridotto numero di errori».

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