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Rio2016 - Clevenot: «Mi ha convinto il progetto di Piacenza»

Il volto dell’Lpr all’Olimpiade è quello giovane, sbarazzino e soprattutto sorridente di Trevor Clevenot. Per il momento i Giochi li ha visti da spettatore privilegiato; mai sceso in campo in una Francia che si giocherà la qualificazione ai quarti...

Trevor Clevenot festeggia un successo della Francia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro (f. fivb.org)
Il volto dell’Lpr all’Olimpiade è quello giovane, sbarazzino e soprattutto sorridente di Trevor Clevenot. Per il momento i Giochi li ha visti da spettatore privilegiato; mai sceso in campo in una Francia che si giocherà la qualificazione ai quarti di finale nella sfida da dentro o fuori con il Brasile. Ma per lo schiacciatore transalpino già essere a Rio è come aver vinto una medaglia: far parte di un gruppo competitivo come quello francese permette di crescere indipendentemente da quanto si viene utilizzati in campo. E poi a 22 anni avrà altre occasioni per recitare da protagonista anche su palcoscenici internazionali, magari prendendo lezioni al PalaBanca da nuovi compagni di squadra. A iniziare da Samuele Papi, uno che ai Giochi è stato capace di salire per quattro volte sul podio e che conoscerà a partire dal 28, quando arriverà in Italia per aggregarsi alla squadra di Giuliani che sta già sudando in palestra da qualche giorno.

«Vivere un’esperienza simile – spiega Clevenot – è straordinario. Al di là di quanto dicono in tanti e che leggo da più parti mi sembra che l’organizzazione di queste Olimpiadi sia perfetta. Le sensazioni sono fantastiche, ma dobbiamo dimenticare tutto quanto ci circonda per concentrarci solamente sulle gare. Quasi tutte le squadre in gioco sono in grado di lottare per una medaglia e per fare strada bisognerà esprimersi oltre il 100 per cento».

Come stai vivendo questa avventura a livello personale? Un traguardo per cui hai lottato utta estate e che sei stato sicuro di tagliare solamente nelle ultime settimane, con la convocazione ufficiale di Laurent Tillie.
«E’ incredibile essere qui, vivere a fianco dei più grandi atleti di tutto il mondo e di ogni disciplina. Da un punto di vista pallavolistico devo approfittarne per imparare più cose possibili, stare nel gruppo e confrontarmi con giocatori di livello assoluto. E’ un’occasione importantissima per migliorarmi».

Dove può arrivare questa Francia, capitata nel raggruppamento più duro ed equilibrato e che dopo le sconfitte con Stati Uniti e Italia sarà chiamata a giocarsi tutto in una sfida decisiva contro il Brasile?
«Speriamo il più lontano possibile. Ci attende un confronto durissimo tecnicamente e anche per l’ambiente in cui ci troveremo a giocare. Ma il nostro obiettivo prima della partenza era il podio, faremo di tutto per salirci anche se sappiamo che la strada è molto complicata».

Chi è il favorito?
«Qualche giorno fa avrei detto il Brasile. Una grande squadra che gioca in casa, tutti i favori erano per loro. Adesso invece mi aspetto che si fermino presto, perché vorrebbe dire che il pass per i quarti di finale lo conquistiamo noi francesi».

Facciamo un salto di migliaia di chilometri trasferendoci da Rio de Janeiro a Piacenza: cosa ti ha spinto a vestire la maglia dell’Lpr, considerato che in estate avevi avuto offerte anche da parecchie altre formazioni?
«Mi ha convinto il progetto chiaro che mi hanno presentato i dirigenti. Ho scelto una società organizzata, con obiettivi a breve ma anche a medio termine, un ottimo tecnico e grandi giocatori da cui potrò imparare tanto per crescere».

Chi conosci dei tuoi nuovi compagni?
«Non ho mai avuto nessuno in squadra con me, ma stiamo parlando di atleti che a livello internazionale hanno ottenuto risultati impressionanti e sono un esempio per tanti ragazzi della mia generazione».

Se dovessi descriverti, quali sono le tue caratteristiche principali?
«Complessivamente penso di essere un giocatore completo, che se la cava in ogni fondamentale».

Quali potranno essere gli obiettivi di una Lpr piuttosto rinnovata?
«Come primo traguardo direi la qualificazione ai play off, aspetto importante per il club ma più in generale per tutto l’ambiente. Dobiamo puntare a una bella regular season per presentarci al meglio al via della seconda fase. A quel punto penseremo a una gara alla volta, sperando di arrivare lontano».

E i traguardi a livello personale?
«Migliorare tanto, continuare a crescere e giocare il più possibile».
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro
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