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PalaBanca, si va verso la trattativa privata

Il 30 giugno scade la convenzione attuale, entro il 3 luglio l'Lpr volley deve indicare il campo da gioco sulla domanda di iscrizione alla Superlega. Cosa potrebbe succedere?

Il PalaBanca gremito durante una partita dell'Lpr volley

L’opzione della trattativa privata viene confermata da Guido Molinaroli, presidente di Lpr volley, ma solo a determinate condizioni. «E’ ovvio che i presupposti attuali devono cambiare. Se i paletti rimangono gli stessi del bando allora la cosa non ci interessa». Bando che, lo ricordiamo, prevede un canone annuale di 1000 euro a carico del gestore che dovrebbe farsi carico delle spese e della manutenzione ordinaria e straordinaria. «Fino ad oggi - precisa - eravamo noi i proprietari e pagavamo tutte le utenze e le tasse previste dalla legge. Dal primo luglio il proprietario diventa il Comune, è ovvio che questi oneri dovrebbero passare in capo a Palazzo Mercanti».

Da escludere una proroga di un anno («Non avrebbe senso, le spese sarebbero le stesse e sempre in carico a noi») si lavora a una soluzione alternativa che possa accontentare le due parti in causa. «Parliamoci chiaro - precisa Molinaroli - io non voglio utilizzare l’impianto gratis. Però penso che una struttura del genere possa servire ed essere impiegata anche dall’amministrazione; se alla pallavolo serve quattro ore al giorno perché devo pagare per ventiquattro e per 365 giorni all’anno? E’ lo stesso discorso che fanno altre società sportive, noi non stiamo chiedendo trattamenti di favore».

E lancia una proposta: «Normalmente la squadra di volley occupa la struttura nel pomeriggio e nel fine settimana, l’Assigeco una domenica ogni due. Tutte le mattine il PalaBanca è libero, al Comune non potrebbe servire per organizzare iniziative, utilizzarlo come palestra per le scuole o per altre attività? Se si tratta di programmare un servizio navetta ne parliamo e troviamo una soluzione, sarebbe il modo migliore per sfruttare l’impianto per l’intera giornata».

La proposta è lanciata, probabile che una decisione venga presa a brevissimo. La scadenza del 30 giugno è dietro l’angolo e oltretutto il 3 luglio l’Lpr deve presentare la domanda di iscrizione al campionato segnalando il campo di gioco. Il regolamento permette di indicarne due (uno di riserva) e negli anni scorsi la Legavolley ha dimostrato di non essere particolarmente rigida su questo aspetto. Milano e Macerata, per fare qualche esempio, in passato hanno trovato soluzioni alternative anche dopo il termine delle iscrizioni ed è probabile che l’indicazione del terreno di gioco non sia il primo dei criteri tenuti in considerazione dai vertici bolognesi. «Ma è anche vero - chiarisce Molinaroli - che il quadro adesso è cambiato. Dopo le polemiche nate per l’obbligo di indicare palasport con almeno 3mila spettatori non sono convinto che la Lega sarà così elastica». Si vedrà, nella speranza che il 3 luglio la querelle PalaBanca sia risolta in modo definitivo.

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