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Massimo Botti piange la scomparsa di Bebeto: «Una figura paterna, era impossibile non volergli bene».VIDEO

L'ex giocatore piacentino ha avuto per quattro stagioni a Parma il tecnico scomparso ieri in Brasile. «Un allenatore innovativo, quasi rivoluzionario»

Hai parlato almeno in parte del tecnico: fuori dal campo che tipo di persona era?

«Come tutti i brasiliani era un uomo con cui fraternizzavi velocemente. Ma lui era qualcosa in più perché come ho già detto era quasi un padre. Con i giovani si poneva in maniera molto genuina, ma era evidente che tenesse alla crescita dei ragazzi nella stessa misura in cui puntava alla squadra titolare. Ricordo quanta attenzione e dedizione mettesse nel mio allenamento e in quello di tutti i giovani che si affacciavano per la prima volta alla pallavolo dei grandi».

C’è qualche episodio particolare che ti ricordi di Bebeto?

«Era una persona che esigeva il massimo dai propri giocatori, ma c’era un rapporto talmente genuino che nessuno si sentiva costretto o forzato perché c’era una figura autoritaria che imponeva qualcosa. Si creava un feeling particolare, era quasi naturale dare il cento per cento, perché lui era una figura vera, a cui era impossibile non volere bene».

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