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Massimo Botti piange la scomparsa di Bebeto: «Una figura paterna, era impossibile non volergli bene».VIDEO

L'ex giocatore piacentino ha avuto per quattro stagioni a Parma il tecnico scomparso ieri in Brasile. «Un allenatore innovativo, quasi rivoluzionario»

Lo ha conosciuto quando era ancora un ragazzino ricco di sogni e con nessuna certezza. Poi proprio lui, quell’allenatore che aveva fra le mani una delle formazioni più camaleontiche della storia, lo ha trasformato in un giocatore vero, permettendogli di arrivare fino alla Nazionale. Massimo Botti ha trascorso quattro anni a Parma con Paulo Roberto de Freitas, per tutti Bebeto, in panchina: proprio il tecnico brasiliano ebbe il coraggio di promuoverlo in prima squadra, insieme a un gruppo di altri giovanissimi, a fianco di supercampioni del calibro di Blangé, Carlao, Giani, Bracci e Renan. Adesso, appreso della scomparsa dell’allenatore sudamericano, colpito da un infarto a 68 anni, proprio Botti lo ricorda commosso.

«Lo ho avuto - racconta l’ex giocatore piacentino - negli anni più belli della mia carriera. Sono stato fortunato, nei primi anni della mia esperienza pallavolistica, a trovare alla guida della squadra una figura come la sua che ha dato fiducia non solamente a me ma a tutti i ragazzi della mia generazione che comprendeva, fra gli altri, anche Giretto e Corsano. Un tecnico  innovativo, rivoluzionario, una figura quasi paterna».

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