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Molinaroli: «Poca fiducia nell'imprenditoria locale»

Ci risiamo. A due anni esatti di distanza dall'orribile estate 2012, il nostro sport rischia di perdere un altro pezzo pregiato della propria argenteria. Prima il calcio e il basket con Piacenza e Ucp oggi, invece, a rischiare seriamente è il...

L'Auditorium Sant'Ilario gremito di tifosi del Copra Volley
Ci risiamo. A due anni esatti di distanza dall'orribile estate 2012, il nostro sport rischia di perdere un altro pezzo pregiato della propria argenteria. Prima il calcio e il basket con Piacenza e Ucp oggi, invece, a rischiare seriamente è il Copra Volley. Sono passati alcuni giorni da quando il presidente Guido Molinaroli ha messo "in vendita" la squadra; scritto tra virgolette perché in realtà per acquistare il prestigioso club non servono soldi, al contrario Molinaroli ha spiegato che non vuole nulla, tuttavia per acquisirla servono robusti capitali perché ci sono i costi di gestione del PalaBanca, i contratti dei giocatori e ciò che serve per organizzare una stagione. Di tutto questo si è parlato alla riunione fortemente voluta dai tifosi Lupi Biancorossi, che si sono incontrati all'Auditorium Sant'Ilario per fare il punto della situazione visto che, al momento, nessuno si è fatto concretamente avanti per rilevare il club e il tempo scorre inesorabile. Poco dopo la metà di maggio scade l'iscrizione alla prossima Champions League mentre per il campionato si può respirare fino a metà giugno. Insieme a Guido Molinaroli ci sono il sindaco Paolo Dosi e l'assessore allo sport Giorgio Cisini, tra il pubblico (auditorium stracolmo) c'è anche Diego Mosna, il presidente del consorzio delle squadre della Lega e numero uno di quella Trento che, con Piacenza, ha dato vita a finali scudetto entusiasmanti. A moderare la serata il nostro giornalista Matteo Marchetti.

PALABANCA - La questione però al momento verte più che altro sulla struttura del PalaBanca, di proprietà del Copra fino a gennaio 2018 quando invece tornerà ad essere dell'amministrazione comunale. E proprio qui c'è il primo affondo della serata di Guido Molinaroli, che non lascia nemmeno il tempo di sedersi e lancia una stoccata - prima velata e poi no - agli «imprenditori colleghi che fanno volley a Piacenza». Riferimento chiaro alla Rebecchi Nordmeccanica che, per bocca del presidente Cerciello, ieri l'altro ha detto: «Vogliamo il PalaBanca, non possiamo programmare il futuro senza avere la certezza un impianto adeguato (leggi qui l'articolo completo)». Molinaroli incassa e replica immediatamente.

STOCCATA - «Noto che nell'ultimo periodo ci sono tre tipologie di persone - dice il presidente di Copra Volley -, quelli che soffrono per quanto sta succedendo, quelli godono e quelli che lottano per raccogliere l'eredità e, nonostante il fatto che non siamo ancora morti, si vogliono già spartire il PalaBanca». Il numero uno biancorosso prima snocciola i costi della struttura e poi affonda: «Da gennaio 2018 la struttura torna ad essere del Comune, ma fino a quella data il proprietario è il Copra Volley. Quindi è inutile dire che si vuole parlare con l'amministrazione comunale per la questione PalaBanca, chi lo vuole utilizzare deve parlare con me e, soprattutto, da oggi in poi tutti devono pagare fino all'ultimo centesimo al Copra. In alternativa chi vuole il PalaBanca mi può dare 1 milione e 200mila euro e state tranquilli che la squadra la iscrivo con quella cifra e poi pago il regolare affitto oppure vado a giocare al PalAnguissola. Ma basta parlare con gli amministratori della nostra struttura perché, ripeto, fino a gennaio 2018 è nostra e ci si gioca dentro alle nostre condizioni. Se ci sono dieci squadre i costi li divideranno per dieci, ma se ce n'è una sola come la Rebecchi Nordmeccanica allora dovrà sobbarcarsi tutte le spese di gestione. Di certo non pago metà gestione per poi veder giocare un altro».

IL PEZZO MIGLIORE - La serata però non lascia grandi speranze sul futuro della squadra biancorossa anche se perderla sarebbe un delitto. E' sempre bene ricordare infatti che il Copra Volley nel corso degli anni è diventato il pezzo migliore della nostra argenteria. PalaBanca sempre pieno, oltre duemila abbonati, tutto esaurito garantito (4mila spettatori) in almeno sei o sette partite nell'arco della stagione. E ancora: qualificazione alla prossima Champions League già in tasca, seconda classificata in regular season, terza (dopo le finaliste scudetto Macerata e Perugia) squadra assoluta a fine stagione, campione in carica di Coppa Italia. Non basta? Escluso il palleggiatore argentino De Cecco, sotto contratto c'è gente come Simon, autentico uomo immagine globale, Zlatanov e Vettori, giovane talento dal futuro radioso. Infine: non ci sono debiti. Certo per confermare tutto e presentarsi al via con i galloni di favorita serve un investimento di circa 4 milioni di euro ma d'altronde se si vuole competere a un certo livello questo è il prezzo dello sport in generale.

SI SMOBILITA - E qui Molinaroli è cristallino; come sempre il presidente la prende larga e fa ampio uso di esempi ma il nocciolo della questione è chiaro quando il sindaco Paolo Dosi chiede di precisare meglio le tempistiche. «Da lunedì prossimo - prosegue - venderemo tutti i pezzi migliori del club finché non ci rimarrà soltanto il titolo sportivo e se entro metà giugno non arriva nessuno allora non iscriverò la squadra al prossimo campionato. La città? Sinceramente non ripongo molte speranze sull'imprenditoria piacentina; c'è stato qualche contatto con alcune città ma nulla di più». Purtroppo tutto questo assomiglia molto a un film già visto col calcio nel 2012.
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