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Ludovico Giuliani e quel cognome ingombrante: «Papà in palestra è solo il mio allenatore». VIDEO

Triplo salto avanti in un'estate: dalla Serie C alla Superlega. Vestirà la stessa maglia (e lo stesso numero) di Samuele Papi: «Spero di non fargli fare brutta figura»

Da sinistra: Ludovico Giuliani, Francesco Pighi e Loris Manià

Il paragone rischia di diventare irriverente, ma la maglia è la stessa che lo scorso anno ha indossato, almeno per una parte della stagione, Samuele Papi. Identico anche il numero, perché Ludovico Giuliani ha scelto il 6 di O’Fenomeno. «E’ uno degli idoli del volley - spiega il nuovo libero della Wixo Lpr - e sono anche marchigiano come lui. Spero di non fargli fare brutte figure visto che è uno dei campioni più forti di tutti i tempi».

Il nuovo acquisto biancorosso viene presentato nella sede di Siderpighi a Pontenure, dove a fare gli onori di casa è Francesco Pighi, amministratore delegato dell’azienda che rinnova per il secondo anno consecutivo il proprio impegno a favore della società biancorossa sponsorizzando in esclusiva la maglia del libero. «Un impegno che confermiamo; mio fratello Roberto, attuale presidente onorario, ci tiene parecchio che lo storico marchio di famiglia appaia sulle maglie della Wixo Lpr». Poi, rivolto a Giuliani, lo “ammonisce” in modo scherzoso: «Ricordati chi aveva questa casacca lo scorso anno. Mi raccomando, fanne buon uso». Seduti al fianco di Pighi ci sono i due tutor di Ludovico: Loris Manià, il titolare del ruolo, e Gabriele Cottarelli, direttore sportivo biancorosso. Entrambi sottolineano le qualità del diciannovenne che in estate ha compiuto un triplo salto in avanti, passando dalla Serie C di San Severino (dove giocava come schiacciatore) alla Superlega. «Nelle prime amichevoli - spiegano in coro - ha stupito favorevolmente per la grande carica agonistica e per l’elasticità che mostra in difesa, dove nel corso del campionato potrebbe risultare utile. Ha un cognome ingombrante - prosegue Cottarelli - che all’inizio ti può aprire la strada, ma poi dovrà essere Ludovico a dimostrare il proprio valore».

Avere un padre come tecnico lo mette in una posizione particolare, ma il nuovo libero biancorosso divide subito le due strade. «In palestra è il mio allenatore, una volta che siamo fuori dal palasport torna a essere mio papà. Anche grazie a lui quest’anno capirò se davvero la pallavolo può diventare la mia vita. Le prime impressioni? Bellissime, è il sogno di tutti arrivare in Superlega; adesso devo imparare tutto, ma so che avendo un insegnante come Manià parto già avvantaggiato».

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