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Botto, il protagonista che non ti aspetti: «Devo farmi trovare sempre pronto»

Lo schiacciatore dopo un lungo periodo in panchina è risultato decisivo a gara in corso nella vittoria contro Ravenna

 

A 33 anni e con oltre quindici stagioni fra A1 e A2 Iacopo Botto non avrebbe più niente da dimostrare. Invece non toglie mai il piede dall’acceleratore, neppure quando è reduce da un lungo periodo in panchina e per lui il momento giusto sembra non arrivare mai. Così quando, dopo una fase interminabile trascorsa nella zona delle riserve, Piacenza ha bisogno di lui, eccolo scendere in campo come se fosse stato titolare fino al giorno prima, diventando decisivo nella vittoria della Gas Sles Bluenergy contro Ravenna. Iacopo diventa l’esempio del concetto di squadra, di chi non si tira mai indietro neppure quando il momento buono sembra non arrivare mai.

Avevamo perso le tue tracce, sei rimasto fuori parecchio tempo ma quando c’è bisogno giochi un partitone come quello contro i romagnoli.

«Sono a disposizione della squadra – spiega l’attaccante ligure – io cerco di farmi trovare pronto e se c’è l’occasione devo esprimermi al massimo. Eravamo in difficoltà e insieme ai miei compagni abbiamo cercato di rimettere ordine in campo, alla fine siamo riusciti a portare a casa i tre punti».

Siete stati molto bravi a reagire nel momento in cui Grozer si è infortunato e avete anche dovuto modificare l’assetto.

«E’ stata una bella botta perché avevamo sul terreno di gioco una formazione mai provata in allenamento. Siamo stati bravissimi a rimanere concentrati pensando a un punto alla volta portando a casa inizialmente il terzo set che era molto importante, quindi i tre punti».

Bravi anche a recuperare dopo quel primo parziale che però ancora una volta si conferma un punto difficile da valutare.

«Non so quale sia il problema. CI siamo preparati bene, credo sia più che altro una questione mentale, ma bisogna tirare fuori qualcosa in più all’inizio della gara, perché con Ravenna siamo stati bravi a portarla a casa ma non sarà sempre così. Dobbiamo ancora lavorare».

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