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La Champions League obiettivo fondamentale per la Gas Sales Bluenergy: manca a Piacenza da otto anni

In casa biancorossa c'è delusione per l'eliminazione in semifinale scudetto, ma chiudere al terzo posto battendo Milano avrebbe importanti ripercussioni anche sulla prossima stagione

GSE_banner_322x250_statico-2La delusione c’è, inutile nasconderlo. La si leggeva sui volti dei giocatori e dello staff biancorosso al termine della partita di Trento, con qualcuno che è arrivato fino alle lacrime. Ma è giusto che sia così, perché la Gas Sales Bluenergy aveva l’opportunità di raggiungere un traguardo che l’avrebbe proiettata nella storia e invece si è fermata al penultimo ostacolo. Ovvio che quando sei in Formula 1 e hai la concreta possibilità di guidare una Ferrari, oltretutto con la grande favorita per la vittoria finale uscita di scena alla prima vera curva, trovarti seduto su una McLaren qualche rammarico lo comporta. Ma la possibilità di chiudere sul podio ci sono tutte e Piacenza deve sfruttarle facendo cantare un motore a cui chiedere gli ultimi sforzi.

La serie contro Milano mette in palio il terzo posto ma soprattutto l’accesso in Champions League. La differenza fra la principale competizione europea per club e la Coppa Cev, a cui i biancorossi sarebbero comunque già certi di partecipare con un eventuale quarto posto, è abissale soprattutto in termini di visibilità. Per questo la formazione di Botti deve ritrovare energie fisiche e mentali e gettarle tutte sul campo già a partire da domenica alle 18, quando riaprirà il PalabancaSport per Gara1. Piacenza manca dalla Champions da otto stagioni: l’ultima apparizione risale all’annata 2014-2015, quando la formazione guidata da Radici, con Zlatanov in campo, chiuse seconda il proprio girone alle spalle di Costanza ma davanti a Roeselare e Lugano per poi venire eliminata nei playoff a 12 da Kazan, che vinse la manifestazione. L’ingresso in Champions League sarebbe un passo importante in grado di dare lustro anche alla prossima stagione, in cui i biancorossi sono già sicuri di prendere parte anche alla Supercoppa grazie al successo ottenuto in Coppa Italia alla fine di febbraio.

Oltretutto la più importante competizione europea per club comporterebbe anche una presenza molto più massiccia in campo, con almeno sei gare garantite nel girone all’italiana iniziale e la possibilità per tre squadre su quattro di proseguire in Europa (le prime due in Champions, la terza con la “retrocessione in Cev) contro l’eliminazione diretta della Coppa Cev. Logico dunque che chiudere i playoff al terzo posto potrebbe modificare anche qualche scelta tecnica. Giocare la Champions vorrebbe dire dare spazio a tutti i componenti della rosa: impensabile infatti che i soliti sei-sette possano giocare due volte a settimana senza accusare problemi, scontato dunque che anche chi partirà in panchina, almeno sulla carta, troverà spazio durante la stagione pure in appuntamenti importanti.

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