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Europei - Giuliani e Kohut, sconfitta fra le polemiche

Arriva a un soffio dalla prima sorpresa dell’Europeo la Slovacchia di Giuliani. Anzi, ancora più vicino, perché la sconfitta 3-2 maturata per mano della Serbia lascia dietro di sé un lungo strascico di polemiche per una...

Alberto Giuliani guida la Slovacchia all'Europeo (foto cev.lu)


Arriva a un soffio dalla prima sorpresa dell’Europeo la Slovacchia di Giuliani. Anzi, ancora più vicino, perché la sconfitta 3-2 maturata per mano della Serbia lascia dietro di sé un lungo strascico di polemiche per una serie di decisioni arbitrali molto dubbie. La più contestata a fine terzo set: gli slovacchi chiudono la frazione con un attacco out e si portano avanti 2-1, Nikola Grbic, tecnico avversario, chiede il video check ma entrambe le squadre sono pronte a cambiare campo, poi il direttore di gara assegna un tocco al muro della formazione di Giuliani che sul maxischermo è inesistente. Palla alla Serbia e la Slovacchia subisce il colpo perdendo il set: la reazione arriva nel quarto set, ma al quinto i serbi hanno la meglio.
«Una cosa del genere in carriera non mi è mai capitata» spiega Giuliani nella mix zone a fine incontro. Si capisce che è amareggiato: «Senza quell’errore avremmo vinto noi 3-1» ma non può esagerare con le polemiche perché domani si torna nuovamente in campo e la sfida con la Russia sarà durissima. «Siamo arrivati vicinissimi al successo e ci dispiace molto per la decisione presa dal direttore di gara. Sbagliare con il video è stranissimo, ma accade anche questo, lo prendiamo e lo mettiamo nel bagaglio delle esperienze internazionali dei miei giocatori».

Ci sono stati parecchi errori anche nella seconda frazione, con lunghissime soste e attese del secondo arbitro vicino ai segnapunti.
«In effetti è stato molto strano e ha penalizzato la squadra con meno esperienza, cioè la nostra. Tra le situazioni positive voglio citare il quarto parziale, quando ho visto una grande reazione dopo la decisione che avrebbe ucciso anche un bue».

Avevi detto: andremo a dare battaglia. In pochi ci avrebbero scommesso, invece avete dimostrato di giocarvela alla pari con una formazione del calibro della Serbia.
«Questa è una squadra che deve crescere per mostrare il proprio potenziale. Ma lottiamo su ogni pallone e per il momento è il nostro obiettivo principale».

Cosa dovrete fare in più da domani?
«Vincere».

Molto meno diplomatico l’altro biancorosso Emanuel Kohut, suo malgrado protagonista dell’episodio incriminato a fine terzo set.
«Dopo una partita come questa è difficile parlare, secondo me Nikola deve ringraziare gli arbitri per come è finita la gara. E’ incredibile che partite di questo livello finiscano in un modo simile».

Puoi raccontare cosa è successo dal tuo punto di vista?
«Ho chiesto al mio compagno se lui aveva toccato e mi ha detto di no. Nessuno ha visto il tocco, il maxischermo ha dimostrato che la palla era fuori senza il nostro intervento invece l’arbitro ha dato il punto alla Serbia. Dove abbia visto non lo so, forse nella zona vip».

Giuliani ha detto che senza quella chiamata arbitrale avreste vinto voi 3-1.
«Sono sicuro anch’io. Purtroppo però abbiamo perso conquistando solo un punto, ma dobbiamo guardare avanti perché ci aspetta la Russia, che è fortissima, e quindi la Finlandia. Noi vogliamo passare il turno».

Adesso sarà difficile trasformare la rabbia in carica agonistica.
«Senza dubbio, concentrarsi sarà durissima. Lo abbiamo già pagato nel finale di terzo set perdendo un po’ la strada».
Dal nostro inviato a Busto Arsizio

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