Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Volley A1 maschile

Catania, il libero d'oro: «Non voglio pormi limiti, penso solo a lavorare. Ai Mondiali ho giocato anche per un amico scomparso»

Prima della rassegna Under 21 il nuovo giocatore della Gas Sales Bluenergy aveva già conquistato un altro titolo iridato, un Europeo e le Olimpiadi giovanili. «La mia dote migliore? La grinta. La Superlega? Un altro sport rispetto alla Serie A2»

«Mi piace lavorare per migliorarmi sempre. Non mi sento mai arrivato e non voglio pormi limiti». Le dichiarazioni di Damiano Catania sono una dolce sinfonia per le orecchie di Lorenzo Bernardi e dei dirigenti della Gas Sales Bluenergy. Da un paio di giorni il nuovo libero biancorosso si allena con il gruppo, dopo una lunghissima estate in azzurro culminata domenica con la vittoria ai Mondiali Under 21 ottenuta a Cagliari battendo in finale la Russia. Un successo che conclude un ciclo ricco di enormi soddisfazioni: «Abbiamo iniziato insieme sei anni fa – racconta Catania – e nelle varie categorie siamo riusciti a vincere due Mondiali, un Europeo, un Eyof, i Giochi olimpici giovanili, oltre a un altro argento e un bronzo continentali. Nel gruppo si è creato un legame forte. Volevamo chiudere in bellezza e ci siamo riusciti, è stato un percorso fantastico».

L’impressione dall’esterno è che anche in questo caso, come nell’Europeo seniores, il gruppo sia stato fondamentale.

«E non poteva essere altrimenti: per cinque mesi siamo rimasti sempre insieme, allenandoci due volte al giorno senza sosta. E’ stato un periodo duro, ma la vittoria ci ha ripagato di tutti i sacrifici fatti».

Fra i tanti messaggi ricevuti quale ti ha fatto più piacere?

«Ce ne sono stati tanti, ma se devo sceglierne solamente uno allora dico quello del papà di un mio caro amico scomparso. Ho giocato pensando anche a lui».

Se dovessi descriverti quali sono le tue caratteristiche principali? Sei più un libero da ricezione o da difesa?

«Devo migliorare sotto ogni aspetto. A me piacciono tutte e due le fasi ma so di dover lavorare ancora tanto. Se devo scegliere la mia dote migliore allora dico la grinta».

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