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Copra Elior in Comune: «La sconfitta che brucia di più»

Partiamo subito da una considerazione: l’incontro è stato (giustamente) organizzato per ringraziare il Copra Elior di una stagione straordinaria, che non si è trasformata in leggendaria per un paio di palloni. Però l’interesse a questo punto della...

Partiamo subito da una considerazione: l’incontro è stato (giustamente) organizzato per ringraziare il Copra Elior di una stagione straordinaria, che non si è trasformata in leggendaria per un paio di palloni. Però l’interesse a questo punto della stagione è tutto rivolto al futuro: che squadra farà Piacenza il prossimo anno? Chi rimarrà e chi invece incontrerà da avversario. Sgombriamo immediatamente il campo dai dubbi: del futuro non si sa ancora niente. Tanti “forse”, “vedremo”, “valuteremo”, ma di certezze nemmeno una. Non un nome, non un obiettivo dichiarato. Per quello bisognerà attendere ancora qualche giorno (non tanti, ma qualcuno sì), intanto in Municipio il sindaco Paolo Dosi ha ricevuto e premiato il presidente Guido Molinaroli, il capitano Hristo Zlatanov e i biancorossi rimasti in città: Luca Tencati, Antonio Corvetta (che andrà a Città di Castello) e Maurizio Latelli, oltre ai tecnici Luca Monti e Davide Delmati.

«La città vi è riconoscente - sono le parole del primo cittadino - per i risultati straordinari raggiunti e per un progetto che continuerà anche la prossima stagione. Un risultato simile è anche uno stimolo a una reazione positiva in un periodo di difficoltà come quello che stiamo attraversando».

E mentre scorre il video della finale, terminato con la scritta “Grazie ragazzi”, la palla passa a Zlatanov: «E’ una sconfitta che brucia più delle altre, perché siamo partiti da sfavoriti ma mai come questa volta ci siamo arrivati molto vicini. Il risultato adesso fa riflettere sul lavoro che rimane da fare». Quindi Hristo inizia la lunga serie di ringraziamenti: «Al sindaco, a una città che ci ha seguito e accompagnato sempre, nei momenti belli e in quelli brutti. Ai nostri meravigliosi tifosi, perché sono sicuro che se avessimo giocato l’ultima gara al PalaBanca avremmo sicuramente vinto. Adesso mando un “in bocca al lupo” al presidente perché riesca ad allestire un’altra squadra simile a quella che ha appena terminato la stagione».

Molinaroli siede a un metro di distanza, sorride ma non si sbilancia. Prima ribadisce le parole del suo capitano: «mai come questa volta ci siamo andati vicini», poi ricorda le cinque finali scudetto in dieci anni. «Giocare bene e ricevere gli applausi è importante, ma i giornali nazionali da tre giorni stanno parlando solo di Trento perché loro hanno vinto. Non ci si ricorda più che noi abbiamo perso per due palloni».
Quindi il massimo dirigente biancorosso sottolinea il trionfo in Challenge Cup: «Siamo stati l’unico team italiano a vincere in Europa. Però adesso c’è tristezza perché nello sport si ricorda solamente l’ultimo risultato in ordine di tempo e la finale scudetto è arrivata dopo la Challenge».
Chiusura per il pubblico: «Nelle ultime gare avremmo esaurito il Garilli, ma ho visto che non sempre la correttezza paga. A noi danno i premi fair play, a Trento no ma loro hanno in bacheca qualche trofeo in più. Il problema è che l’Itas vuole far perdere le staffe a tutti e per farlo utilizza un sistema scientifico, a iniziare dal tecnico. Forse se nel palazzetto ci fosse stato un pubblico corretto avremmo vinto».

Chiusura per Luca Monti, che ha ripercorso una stagione «iniziata non benissimo, in cui sono passato da un esonero quasi certo a una cavalcata stupenda. Devo dire grazie a tutti per questa esperienza magnifica, a iniziare dai giocatori che sono stati bravissimi a gestire una situazione pian piano divenuta gratificante per tutti».
Poi si chiude, con il punto interrogativo che rimane. Piacenza potrà prendersi la rivincita il prossimo anno?

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