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Volley A1 maschile

Lo scarso cinismo, l'apporto dei campioni e le scelte future. Tante domande in casa Gas Sales Bluenergy

La presidentessa Curti lo ha anticipato: dobbiamo fare un esame di coscienza per capire dove abbiamo sbagliato. Ecco alcune delle questioni su cui si dovrà dibattere in casa biancorossa

La presidente Elisabetta Curti lo ha detto in modo chiaro: «Serve un esame di coscienza che coinvolga tutti». A margine di Gara5 con Milano anche il tecnico dei lombardi Roberto Piazza commentando la partita aveva chiosato: «Credo debbano farsi più domande loro rispetto a noi». Adesso in casa Piacenza è il momento della delusione, ma nelle prossime ore arriverà anche quello delle riflessioni. E la Curti lo ha anticipato in modo chiaro: tutti sono in discussione. Questo non significa che arriverà una rivoluzione, però la Gas Sales Bluenergy avrà parecchie domande da farsi a tavolino.

LA SQUADRA – Fino all’anno scorso il problema sembravano fossero le porte girevoli nella rosa. Troppi cambi – si diceva – così diventa impossibile dare continuità. In questa stagione il sestetto è rimasto immutato e per la prima volta dall’esordio in Serie A2 fino a oggi non è arrivato un passo in avanti, con un’avventura definita da tutti “deludente”. Addirittura peggio di quando negli spogliatoi cambiavano tre quarti del gruppo.

IL CINISMO – A Piacenza la continuità non è mai stata di casa, però nella stagione scorsa quando arrivavano i momenti decisivi si poteva scommettere su una gara gagliarda e su una formazione mai arrendevole. A Verona nei Quarti di finale di Coppa Italia, senza Leal e Lucarelli, successo con 24 punti di Simon e 23 di Romanò. La Final four di Roma è ancora negli occhi dei tifosi, con la corazzata Perugia e Trento, che solo tre mesi dopo avrebbe vinto lo scudetto, superate senza perdere nemmeno un set. Poi ancora la serie playoff con Modena recuperata da 0-2 e quella con Trento portata a Gara5 partendo dal doppio svantaggio. Quest’anno è successo esattamente il contrario, mai un guizzo degno di nota. Un buon terzo posto in Superlega, il positivo cammino nel girone di Champions poi lo 0-3 in casa dello Jastrzebski Wegiel nella sfida europea decisiva, la sconfitta casalinga con Milano nei Quarti di Coppa Italia e lo stop in Gara5 dei playoff sempre contro i lombardi quasi senza lottare.

I CAMPIONI – Restando alla serie con l’Allianz, dallo 0-2 in Gara4 e nella successiva Gara5 i milanesi sono riusciti a vincere sei parziali decisivi annientando Piacenza. Nessuno si aspettava che i biancorossi si dimostrassero più squadra degli avversari, le caratteristiche dei giocatori sono troppo diverse. Però la Gas Sales Bluenergy avrebbe dovuto fare la differenza con i tanti campioni di cui è imbottita, invece in tutti i momenti decisivi il loro apporto è mancato. Anche questo è un aspetto su cui i biancorossi dovranno interrogarsi. E vale zero la presunta giustificazione che molti giocatori di Piacenza erano sicuri di andarsene a fine stagione, perché lo stesso discorso potrebbe valere per alcuni dei lombardi che invece sono stati fra i migliori.

IL BILANCIO E LE SCOPERTE – Dopo cinque anni di Serie A1 (a cui aggiungerne uno di A2) è tempo di primi bilanci in casa Gas Sales. La società è ancora giovanissima, per fare un paragone basti pensare che Trento ha iniziato a vincere dopo nove stagioni dalla nascita mentre i biancorossi hanno già una Coppa Italia in bacheca, però inizia a essere un lasso di tempo discreto. Sempre prendendo Milano come esempio, aveva in campo Porro, esploso all’ombra del Duomo, Catania, passato anche a Piacenza ma cresciuto proprio agli ordini di Piazza e Reggers, fino alla scorsa estate sconosciuto ai più. In queste stagioni invece la Gas Sales Bluenergy è riuscita a scoprire di fatto il solo Scanferla, preso in A2 e portato fino in nazionale. Per il resto è cresciuto parecchio Caneschi, che il prossimo anno se ne andrà, mentre Romanò è arrivato dopo una stagione proprio a Milano come riserva, ma reduce da un’estate impressionante in azzurro che gli aveva regalato il titolo mondiale e dunque non può essere ritenuta una “creazione” emiliana. Lo stesso Recine, che pure era partito molto bene quest’anno, ha faticato a trovare posto nel finale, mentre Gironi si è ben disimpegnato durante il periodo in cui Romanò era infortunato ma poi è stato schierato quasi solo al servizio. Quello delle “scoperte” è un settore in cui Piacenza latita, non è stato cresciuto un Michieletto come ha fatto Trento o un Nikolov trovato da Civitanova, senza ovviamente fare paragoni con le formazioni di classifica più basse. E’ anche vero peraltro che il lavoro sui giovani è appena iniziato e Manuel Zlatanov è uno dei prospetti azzurri più interessanti, ma ci vorranno ancora un paio di anni per iniziare a vedere i primissimi risultati, nel frattempo i bravi pallavolisti bisognerà cercarli fuori.

LE SCELTE – Ultima considerazione, collegata a doppio filo con quella precedente: se i rumors di mercato sono veri, Piacenza ha fatto offerte ad alcuni giocatori che hanno preferito prendere strade differenti, non solo per motivi economici. Non è un segreto che i biancorossi abbiano provato a trattenere Lucarelli, volato in Giappone, cercando poi di sostituirlo con Ishikawa che prima sembrava destinato a tornare in patria e poi invece si è accordato con Perugia. Ma anche parlando di atleti di prospettiva Luca Porro, tentato dalla Gas Sales Bluenergy, ha preferito rimanere a Padova. Certo, in Veneto ha un posto nel sestetto che qui nessuno gli poteva garantire, ma anche su questo scarso appeal i dirigenti biancorossi devono riflettere.

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