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Champions - Nulla da fare per il Copra Elior con Kazan

«Alla mia squadra non potevo chiedere di più. All’andata ci era mancata la continuità al servizio, l’abbiamo trovata con De Cecco e Papi, ma non è bastato». Basterebbero queste poche parole di Monti per sintetizzare la sconfitta del Copra Elior a...

«Alla mia squadra non potevo chiedere di più. All’andata ci era mancata la continuità al servizio, l’abbiamo trovata con De Cecco e Papi, ma non è bastato». Basterebbero queste poche parole di Monti per sintetizzare la sconfitta del Copra Elior a Kazan, una battuta d’arresto che elimina Piacenza dalla Champions League a un passo dalla Final four.
Ci si potrebbe aggrappare alle assenze dell’andata in una partita giocata da Piacenza senza Zlatanov e, in buona parte, Fei, vale a dire due dei suoi perni. Ma a questo punto è molto più onesto ammettere quanto si era già visto al PalaBanca: Kazan è superiore a Piacenza. Nulla di clamoroso o di destabilizzante, i russi sono una delle migliori formazioni al mondo e ci sta che lo dimostrino anche contro i biancorossi. Due gare senza lasciare nemmeno un set alla formazione di Monti testimoniano il gap esistente; non c’è un abisso fra le due contendenti, ma una bella differenza sì. Lo si capisce nei pochi momenti in cui il Copra Elior arriva a tanto così dai russi: si avvicina ma riceve una spallata ben assestata che li fa subito retrocedere.

RAMMARICO - Onestamente però la sfida giocata in Russia fa scendere quasi a zero il rammarico per quanto successo al PalaBanca. Anche con il sestetto al completo questo Kazan sembra più costante e più solido, poi se ci si aggrappa ai “se” si può tirare in ballo una gara di andata giocata con i cerotti e un ritorno per nulla semplice da affrontare quando sai di non poter commettere il minimo errore. Ci si può lamentare per uno Zlatanov sicuramente non al top per l’infortunio, gettato nella mischia dopo giorni lontano dalla palestra e comunque fra i più positivi in attacco con 7 punti, o per la coppia di bombardieri Fei e Simon quasi a secco (tre soli palloni a terra è la somma di quanto fatto dai due centrali). O ancora per il servizio di Simon che pareva in campo e invece gli arbitri vedono fuori sul 22-20 per i padroni di casa nel secondo set. Insomma, le giustificazioni a cui aggrapparsi ci sarebbero, ma una grande squadra deve anche accettare la sconfitta e ammettere quando gli avversari sono superiori. Kazan in questo doppio confronto lo è stato, dunque giù il cappello di fronte ai russi, che vanno applauditi anche perché sono stati capaci di superare un Piacenza per nulla arrendevole.

SPETTACOLO - Il Copra Elior ha messo in mostra anche sprazzi di un ottimo gioco, però ha avuto complessivamente meno continuità degli avversari. L’impressione è stata sempre la stessa: biancorossi a lottare con i denti per guadagnare qualche punto di vantaggio e poi bastano un paio di sbagli per ritrovarsi sotto. Sia chiaro, anche Kazan non è perfetto e lo testimoniano i 31 errori della gara di ritorno, ma come al PalaBanca Grbic e compagni sono imprecisi solo quando conta poco. Era successo nel secondo set della scorsa settimana: avanti 6-0 avevano subito il ritorno di Piacenza, si ripetono anche in Russia. Primo set: 21-16 per il sestetto di Alekno, De Cecco si presenta al servizio e trova quelle crepe in ricezione cercate per tutto il doppio confronto.

RIMONTA - Piacenza risale fino al 21-22 con un ace, un muro e un errore di Anderson in attacco, poi il servizio del regista finisce fuori e la strada dei russi è spianata. Ci sta, quando bisogna sempre giocare al massimo rischiando su ogni pallone. Sotto 1-0 Monti prova a anche inserire Le Roux e ancora una volta il francese fornisce risposte positive. Piacenza arriva anche a condurre 14-11, ma basta rallentare 30 secondi perché i russi si portino nuovamente avanti. L’ultima recriminazione è sul servizio di Simon che sembra finire dentro il campo e darebbe il 21-22 ai biancorossi. L’arbitro lo vede fuori e per Piacenza il cammino di Champions è veramente terminato.

KAZAN - PIACENZA 3-0
(25-21, 25-20, 25-22)
ZENIT KAZAN: Grbic 4, Anderson 12, Volkov 10, Mikhailov 17, Sivozhelez 5, Abrosimov 3; Verbov (L), Apalikov 1, Babichev, Yakovlev 3, Kobzar 2. Ne: Mochalov. All. Alekno
COPRA ELIOR PIACENZA: Papi 6, Fei 1, Vettori 2, Zlatanov 7, Simon 2, De Cecco 2; Marra (L), Le Roux 10, Kaliberda 1, Tencati 1, Smerilli. Ne: Partenio. All. Monti
ARBITRI: Adler (Ung) e Partiainen (Fin)

Il film della gara
Aggiornamento - Con la qualificazione ormai decisa Monti inserisce Kaliberda per Papi e Tencati per Simon nel sestetto, con i russi che partono forte e si portano 6-3 e quindi 8-5. Le Roux non si fa trovare pronto in difesa, ma ormai la concentrazione se ne è andata e il muro di Abrosimov vale il 13-10, poi Alekno cambia qualcosa ma i russi volano comunque 16-13. Ormai si gioca solo per il regolamento e Kazan chiude il percorso netto vincendo anche il terzo set 25-22.

Aggiornamento - Sul 22-20 la battuta di Simon sembra in campo ma l'arbitro la vede out, poi il muro su Papi chiude con il 25-20 il secondo set e permette a Kazan di volare in Final four

Aggiornamento - Zlatanov attacca senza muro e mette a terra il 18-19, ma i russi hanno sempre il vantaggio di due punti, sul cambio palla, che non mollano mai. E Shivozelez porta il 21-19 ai suoi poi Papi attacca out il 22-19

Aggiornamento - Mikhailov firma il nuovo vantaggio Kazan 17-16 consolidato dal muro di Volkov su Le Roux. Piacenza si trova a rincorrere giocando comunque a buon livello

Aggiornamento - Bastano due errori di Le Roux e Papi e Kazan è già lì: 15-15 poi Le Roux si inventa un diagonale impossibile per il 16-15

Aggiornamento - Anderson commette fallo pestando la linea dei tre metri e Piacenza si porta 12-9, con i biancorossi che però fanno fatica a trovare continuità al servizio anche se stanno bene, come conferma la diagonale di Papi per il 14-11

Aggiornamento - Il muro di Simon su Abrosimov vale il 4-2 Piacenza, ma poi Verbov difende fortunosamente una bomba di Simon e poi Mikhailov pareggia a 4 e riporta avanti i suoi. Ma Papi mura l’opposto russo per il nuovo sorpasso 7-6 Piacenza che poi allunga 8-6 con Le Roux dopo un’azione interminabile

Aggiornamento - A inizio seconda frazione dentro Le Roux per Vettori

Aggiornamento - Sul 19-15 Le Roux entra al servizio per Vettori ma la sua battuta flot finisce fuori. Ormai il vantaggio di Kazan è troppo ampio e il 21-16 sembra scrivere la parola fine sul primo set. Invece finalmente anche Piacenza trova l'ace con il servizio in salto flot del 19-22, poi i biancorossi murano Mikhailov per il 20-22 con il Kazan che chiama tempo. Non serve, Anderson spara fuori il 21-22 poi De Cecco spedisce fuori il servizio del 23-21, Le Roux subisce il muro del 24-21 e il neo entrato Vettori quello del 25-21

Aggiornamento - Muro su Vettori e ace di Anderson su Marra, 18-13 di Kazan e Monti che ferma di nuovo il gioco, ma i russi sembrano difficilmente raggiungibili

Aggiornamento - Kazan prende il largo, 15-11 nonostante cinque errori al servizio dei russi. Poi Anderson supera il muro a tre dei biancorossi e Zlatanov non si trova pronto in difesa per il 16-12 dei padroni di casa

Aggiornamento - Mikhailov attacca out e Piacenza passa in vantaggio 11-10, ma Grbic mura a uno Papi riportando avanti Kazan 12-11, quindi i russi si ripetono sulla pipe di Zlatanov: 13-11 e tempo di Monti

Aggiornamento - L’avvio di Kazan non è così eccezionale al servizio come al PalaBanca, subito due errori dei russi, poi Vettori firma il 5-5 e la parità a 6 da posto quattro. Poi Fei manda fuori il servizio che consegna l’8-7 ai russi

Piacenza non può sbagliare. A Kazan, a migliaia di chilometri di distanza da casa, cerca una rimonta che sarebbe memorabile. Nei playoff a 6 di Champions League deve battere 3-0 o 3-1 il Kazan e quindi vincere anche il successivo golden set per accedere alla Final four di Champions, in programma il 22 e il 23 marzo ad Ankara.
Nella sfida di andata i russi si sono dimostrati superiori, forti di una battuta eccezionale che aveva messo in serissima difficiltà i biancorossi, orfani di Fei (in campo solo per qualche scambio) e Zlatanov, tenuto in tribuna.
Monti recupera sia il centrale sia il capitano, schierati nel sestetto,
Per il resto giocano De Cecco-Vettori, Papi di banda, Simon è l'altro posto tre con Marra libero.
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