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Dal muro su Petric alla finale giocata con un dito rotto: Alessandro Fei è mister Coppa Italia. VIDEO

L'attuale team manager stato grande protagonista in campo sia nella vittoria del 2014 sia in quella del 2019, vincendo il premio come Mvp. «Emozioni incredibili. E con i nostri tifosi al fianco ce la giochiamo anche contro Perugia»

Immagine REALAB-2Quando Piacenza vinceva l’ultima Coppa Italia di Superlega lui c’era. Al PalaDozza di Bologna nel 2014, 3-0 guarda caso contro Perugia, corsi e ricorsi storici, con il premio come Mvp alzato al cielo di fronte a centinaia di tifosi biancorossi. Quando la Gas Sales iniziava il suo percorso conquistando la Coppa Italia di A2 lui era ancora lì. Aveva cambiato ruolo, ma festeggiò il primo trofeo nella storia della nuova società e, ancora una volta, il riconoscimento come miglior giocatore della finale.

Alessandro Fei è mister Coppa Italia. Ne ha vinte complessivamente sei, cinque nella massima categoria, e ora ci riprova non più in campo ma da team manager.

Nel 2014 sei stato grande protagonista della vittoria al PalaDozza contro gli umbri. Cosa ti ricordi di quella gara?

«Furono emozioni particolari. Una finale strana, giocavo al centro e rammento un bellissimo muro a uno su Petric. Vincere un trofeo resta sempre scolpito nella mente, sono contentissimo di quanto abbiamo fatto».

Avevi anche attaccato con l’80 per cento.

«In effetti fu una partita particolare, non ricordo tutto perché quando vivi appuntamenti simili sei in trance soprattutto se riesci a vincere».

Hai ancora impresso l’impianto con centinaia di tifosi biancorossi arrivati a Bologna in pullman?

«I nostri sostenitori ci hanno sempre seguito. Sono sicuro che sabato si faranno sentire anche all’Unipol Arena».

Facciamo un salto in avanti di qualche anno, arriviamo al 2019, Coppa Italia di A2. La prima vera finale per la nuova Gas Sales. Tu cambi ruolo, sei in campo da opposto, metti a terra 31 punti e conquisti di nuovo il premio come Mvp.

«Una vittoria che volevamo. Giocavamo contro Bergamo, la nostra rivale per tutto l’anno in ogni competizione. Ci tenevamo a conquistare il trofeo sia per noi sia per la società e alla fine siamo riusciti a raggiungere questo traguardo».

Poche ore prima della finale ti rompi un dito del piede. Come hai vissuto la vigilia?

«Sinceramente molto bene. Avevo un po’ di fastidio ma comunque riuscivo a giocare. Ero abbastanza tranquillo perché per tutto l’anno i compagni erano stati speciali, non avevamo avuto grossi problemi a sopperire alle assenze. C’era una grande convinzione che la squadra potesse farcela e anche il mio problema era stato superato in maniera tranquilla».

Ti assicuro invece che l’ambiente era piuttosto preoccupato.

«Noi dal campo non lo notavamo».

Ricordi l’ultimo punto? Un tuo attacco su suggerimento di Paris che poi ti saltò addosso insieme a tutto il gruppo e allo staff biancorosso.

«Molto bene. C’è anche una foto bellissima in cui siamo tutti insieme. Quando giochi queste gare sei concentratissimo e non hai memoria esatta dei dettagli, però Paris mi aveva dato parecchi palloni, su quello non ho dubbi».


Fu la prima vittoria della nuova società con una grande festa che proseguì anche a Piacenza.

«Siamo tornati in un PalaBanca pieno dei nostri tifosi con cui c’è sempre stato un ottimo rapporto».

Tornando indietro nel tempo erano in tanti anche quelli che vi aspettavano dopo il successo del 2014.

«Ricordo un ingresso con loro tutti schierati che ci aspettavano. Sono sempre emozioni stupende».

Hai vinto 5 Coppe Italia di A1 a cui aggiungere quella di A2. La sesta ti ha permesso di superare Bernardi che ne ha conquistate 5 in totale. La sensazione?

«Quando batti i record o vinci qualcosa più degli altri è sempre una bella soddisfazione. Significa che in carriera hai fatto cose buone».

C’è una vittoria di Coppa Italia che ti ha lasciato un ricordo particolare?

«No perché l’importanza è sempre la stessa, ci tengono tutte le squadre. Qualche anno fa ti qualificava anche per la Champions ed era un appuntamento molto sentito. Adesso ha ancora un grande valore, è un trofeo che si gioca a metà stagione in cui chi vince può mostrare agli altri di essere la formazione più forte».

Ultima cosa sull’attualità: sei il team manager della Gas Sales Bluenergy e la vivi dall’esterno. Contro Perugia sabato 5 giocate la semifinale più difficile contro la squadra più forte. Come te la aspetti?

«Mi attendo una grande partita. Gli umbri sono la formazione migliore e lo hanno dimostrato in campionato; mercoledì scorso li abbiamo affrontati venendo sconfitti ma al termine di una buona gara. Ci sono stati dei piccoli errori senza i quali avremmo potuto conquistare almeno un punto. Non abbiamo niente da perdere, abbiamo attraversato dei brutti momenti in cui non avevamo gioco ma lo abbiamo superato, i ragazzi si sono sempre impegnati in palestra e a Perugia lo hanno dimostrato. Andiamo a Bologna convinti delle nostre capacità, sappiamo di poter mettere in difficoltà i favoriti».

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