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Alletti, il lungo stop e la quarantena attuale: «Piacenza resta un punto di riferimento, è piena di ricordi»

Il centrale in forza a Milano quest'anno era già stato fermo 59 giorni a causa di un problema cardiaco. «Un periodo difficile. La mia priorità attuale in tempi di coronavirus? La salute di mia figlia»

Aimone Alletti (a sinistra) con Riccardo Sbertoli

Nuovo protagonista di Volley Zap, rubrica di approfondimento di Andrea Brogioni promossa da Legavolley su Eleven Sport, è Aimone Alletti. Il centrale di Milano si è raccontato in questi giorni “casalinghi” trascorsi in famiglia, ripercorrendo alcune tappe della stagione appena conclusa.

Si parte dal periodo attuale e dall’isolamento tra le mura domestiche causa Covid19. «Ormai è più di un mese che siamo chiusi in casa – ammette Alletti –. Il nostro passatempo principale è giocare con nostra figlia, che ci tiene molto impegnati. Il resto del tempo lo passiamo in cucina, come il 90% degli italiani». Il ricordo va però alla stagione che per il centrale della formazione meneghina è stata particolare; 59 giorni di stop forzato per un problema cardiaco da analizzare e comprendere. «Se ci ripenso, è stato un periodo davvero difficile. Stare lontano dal campo non è stato semplice, soprattutto perché non sapevo se avrei potuto riprendere. Ho vissuto due mesi con grande apprensione, ma alla fine sono tornato in campo con grande gioia. Ero tanto nervoso, devo ringraziare mia moglie e mia figlia, ma anche la squadra. È stata straordinaria perché mi ha fatto sempre sentire parte integrante». Una squadra in cui spiccano figure importanti come Piano e Petric. «Matteo ha un grande carattere, anche se parla poco. Riesce sempre a mettere tutti d’accordo con il suo ottimismo. Nema invece è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto».

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Ma tra gli hobby di Alletti, oltre al tifo per il Milan al pari di Riccardo Sbertoli, anche passare del tempo con gli amici storici. «Una cosa di cui ho bisogno per rilassarmi è vedermi con i miei amici. Ho un gruppo di amici storici a Piacenza, città che per me rappresenta tanto perché piena di ricordi. Siamo sempre in contatto e sono un punto fisso della mia vita. La mia paura più grande? In questo momento la priorità è la salute di mia figlia. La mia canzone? I don't wanna live forever».

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