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Volley - Rebecchi Nordmeccanica, l'Italia sta stretta

Se fosse stato baseball la partita sarebbe durata al massimo un set e poi sospesa per manifesta superiorità. Se invece si fosse trattato di curling dopo meno di mezz’ora gli avversari avrebbero dato la mano anticipando la premiazione. Invece nella...

Se fosse stato baseball la partita sarebbe durata al massimo un set e poi sospesa per manifesta superiorità. Se invece si fosse trattato di curling dopo meno di mezz’ora gli avversari avrebbero dato la mano anticipando la premiazione. Invece nella pallavolo bisogna aspettare l’ultimo pallone, ma la Rebecchi Nordmeccanica ha comunque fatto molto presto per superare Bergamo nella finale di Coppa Italia. Così come aveva sprintato ventiquattro ore prima di fronte a Busto.

ESAGERATA - Il dominio assoluto di Treviso è stato perfino imbarazzante per le avversarie. Dodici mesi fa a Varese le biancoblù avevano vinto nettamente, ma al PalaVerde si è vista una superiorità raramente riscontrabile in campo sportivo ad alti livelli, non solo pallavolistico.
Dalla due giorni trevigiana, dove Piacenza è rimasta complessivamente in campo poco più di due ore, arrivano alcuni segnali fondamentali per il futuro della formazione di Caprara e per quello del campionato. La Coppa Italia era il primo vero esame dopo il periodo di crisi di gennaio. Vero, successivamente erano arrivate cinque vittorie consecutive, ma contro formazioni non all’altezza delle migliori. Piacenza aveva percorso un cammino simile ai pugili che prima del combattimento per il titolo vengono messi di fronte ad avversari nettamente alla portata con l’obiettivo di spianare la strada verso l’incontro decisivo. L’attesa dunque era alta e sul ring la Rebecchi Nordmeccanica è salita con grande convinzione nei propri mezzi (si è visto) ma anche con la curiosità di capire a che punto poteva essere tornata. E adesso non ci sono più dubbi.

SPERANZE - Il successo conquistato in modo così autoritario ha riportato ai minimi termini le speranze delle altre contendenti. Dopo il gennaio da dimenticare erano cresciute anche le ambizioni delle più dirette concorrenti: Busto e Modena avevano dimostrato che la Rebecchi Nordmeccanica si poteva battere, aumentando le proprie convinzioni e anche quelle delle altre formazioni che ambivano alla vetta. La due giorni di Treviso ha riportato a zero il morale di tutti i sestetti italiani che non siano Piacenza: la Yamamay e Bergamo a un certo punto della partita hanno dato entrambe la stessa impressione, di essere scoraggiate di fronte a una superiorità delle biancoblù mai messa in dubbio. Modena dal canto suo è parsa troppo imbarazzata con la Foppa, mentre Conegliano alla Final four giocata in casa non è nemmeno riuscita ad arrivarci.

La quarta vittoria consecutiva in Italia fra campionato, Coppa Italia e Supercoppa ha confermato l’apertura di un ciclo da parte di Piacenza. Quanto durerà è impossibile prevederlo (non dimentichiamo che poco più di un anno fa Busto pareva imbattibile), ma fanno dormire sonni tranquilli le dichiarazioni dei dirigenti. Adesso l’Italia sta stretta alla Rebecchi Nordmeccanica, il prossimo obiettivo è crescere ancora in Europa.

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