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Cerciello: «Dalla Fipav comportamento inaccettabile»

«Non possiamo accettare che la federazione venga a trattare con il nostro allenatore senza neppure avvisarci mentre siamo in corsa per la Champions League e vogliamo ripetere anche in Italia la stupenda stagione dell’anno scorso». Non ammette...

Antonio e (a destra) vincenzo Cerciello, rispettivamente presidente onorario e presidente della Rebecchi Nordmeccanica
«Non possiamo accettare che la federazione venga a trattare con il nostro allenatore senza neppure avvisarci mentre siamo in corsa per la Champions League e vogliamo ripetere anche in Italia la stupenda stagione dell’anno scorso». Non ammette dubbi la posizione di Antonio e Vincenzo Cerciello, rispettivamente presidente onorario e numero uno della Rebecchi Nordmeccanica. Sulla graticola il comportamento di Carlo Magri, massimo dirigente della Fipav, che qualche settimana fa ha gettato le basi per traghettare Gianni Caprara dalla panchina di Piacenza a quella dell’Italia chiamata il prossimo settembre a giocarsi i Mondiali in casa. Scelta logica e anche legittima, considerato che il tecnico bolognese è senza dubbio uno dei migliori sulla piazza, i modi invece sono da censurare almeno stando a quanto sostengono i Cerciello.

MODI DA CENSURARE - «La federazione - proseguono in coro - non può comportarsi in questo modo. Noi siamo dei privati che in tre stagioni, investendo svariati milioni di euro nella pallavolo, hanno portato Piacenza ai vertici in Italia e ora anche in Europa. A detta di tutti la nostra è una società seria che rispetta tutte le promesse fatte e riteniamo lo sport un divertimento. La Fipav può anche chiedere informazioni sul nostro tecnico, ma deve farlo in modo diverso e soprattutto deve prima chiederlo a noi».

A dare fastidio ai vertici piacentini è stata proprio la totale assenza di comunicazione. La notizia di Caprara a un passo dalla panchina azzurra è arrivata come un fulmine a ciel sereno, cogliendo totalmente di sorpresa i dirigenti della società che sta dominando il campionato. Inevitabilmente ci sono stati problemi e incomprensioni, più o meno grandi, in un gruppo che stava andando a mille sull’onda di risultati eccezionali.

AMAREGGIATI - «Siamo dispiaciuti e amareggiati per la situazione che si è venuta a creare, perché anche noi dobbiamo rendere conto ai nostri sponsor e queste notizie non hanno certamente facilitato il nostro cammino».
In ottica presente ma anche in quella futura. Da escludere un doppio incarico Nazionale-club, se Caprara (come ormai sembra certo) dovesse firmare per l’Italia la Rebecchi Nordmeccanica sarà costretta a cercarsi per la prossima stagione un nuovo tecnico. Proprio quando aveva gettato le fondamenta di un ciclo vincente partendo dalla panchina.

DANNO - «La Fipav dovrebbe tutelare le società della massima serie, in questo modo invece ci sta mettendo in seria difficoltà. Noi abbiamo consentito a giocatrici del calibro di Bosetti e Ferretti di continuare a giocare nel nostro campionato e poi siamo vittime di questo bello scherzo da parte della federazione, che dovrebbe recitare un ruolo super partes. Ci sta che un avversario provi a portarci via Caprara, è successo lo scorso anno con la Guiggi e potrebbe verificarsi di nuovo. Ma è la legge del mercato. Se viene il Vakifbank e offre un progetto più ambizioso e un contratto più cospicuo è naturale che il nostro tecnico possa lasciarci. Ma se l’attacco viene dalla federazione non possiamo accettarlo».
Immutata invece la fiducia nell’allenatore: «Per noi può restare a vita a lavorare qui, dipende solo da lui».

La cosa certa è che a oggi il tecnico non ha ancora accettato ufficialmente la proposta di Magri e non ha messo l’autografo sotto al contratto, ma almeno a parole l’accordo ormai è trovato. Non è in dubbio nemmeno il futuro a breve termine, con Caprara che rimarrà sulla panchina della Rebecchi Nordmeccanica fino al termine della stagione. Quello che succederà dopo però si conoscerà solamente fra qualche ora

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