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La protesta del beach volley: «Protocollo Fipav inadeguato, fateci ripartire»

Lettera aperta di alcune società a tutto il movimento: «Noi fermi da tre mesi, in Germania sono ricominciati sia gli allenamenti agonistici sia le attività amatoriali e ‪il 13 giugno‬ prenderà il via il campionato nazionale»

Il beach volley si unisce da nord a sud per far ripartire le attività in sicurezza. Otto società di beach volley (BVA Gianni Mascagna, iBeach Dionisio Lequaglie, BVU Thomas Casali, BVU Gianluca Casadei, GTA Andrea Raffaelli, BVCA Eugenio Amore, BVS Paolo Ficosecco, BSM Filippo Cecchini), tra le più importanti d’Italia, hanno redatto una lettera aperta a tutto il movimento per far arrivare a gran voce l’inadeguatezza del protocollo emanato dalla Federazione Italiana Pallavolo che, con queste disposizioni, sta mantenendo ferme tutta l’attività. 

Sono ormai quasi tre mesi che le società di beach volley hanno interrotto gli allenamenti  (‪22 febbraio‬ in Lombardia e il 9 marzo nelle altre regioni); questo periodo di inattività si sta protraendo e sta diventando sempre più insostenibile da un punto di vista economico, con perdite che stanno mettendo in seria difficoltà la sopravvivenza delle Società stesse e a rischio il lavoro di molti collaboratori sportivi.

L’insofferenza delle Società si è fatta sentire ancora di più negli ultimi giorni quando gli altri sport hanno potuto riprendere attività e allenamenti. Le società di beach volley, invece, sono ancora ferme al palo a causa di un protocollo Fipav inadeguato che non permette in alcun modo la ripresa degli allenamenti.

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“Ci chiediamo Il motivo per cui non è stato previsto un protocollo specifico per il beach volley che è una disciplina completamente diversa dalla pallavolo, nella quale in un campo di 64mq ci sono 2 atleti che possono mantenere senza troppi problemi il distanziamento. Il protocollo FIPAV fa inoltre riferimento, per assurdo all’uso delle scarpe e al numero massimo di 12 persone presenti contemporanea\mente nell’impianto, ignorando completamente le dinamiche nel mondo del beach volley, del tutto differenti dalla pallavolo” spiegano i rappresentati delle Società firmatarie.

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