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Pallanuoto - Piacenza, Federico Nani: «Mancano sei partite, affrontiamole come fossero finali»

E’ subito tornato sereno nell’ambiente dell’Everest Piacenza Pallanuoto 2018, quando al termine del sofferta vittoria di sabato scorso contro la Canottieri Milano è arrivata la notizia della sconfitta interna dell’Aquatica Torino, che veniva così a trovarsi ancora ad otto punti di distanza dai piacentini.
Una vittoria importante quella di sabato scorso, arrivata al termine di una partita dove il Piacenza non ha brillato, ma proprio per questo ancora più gradita.
La squadra piacentina continua a pagare quella discontinuità di rendimento tipica di un giovanissimo settebello quale è quello piacentino, quest’anno ulteriormente ringiovanito ed ancora in fase di elaborazione.
Uno dei giovanissimi della squadra di Fresia è Federico Nani, classe 2001 e 18 anni ancora da compiere. Con lui abbiamo fatto il punto.

Sabato era una partita delicata da vincere a tutti i costi anche senza rendimenti altissimi e così è stato. Qual è la tua analisi sulla vittoria contro la Canottieri ?

La vittoria contro la Canottieri è stata importante per mantenere il secondo posto in classifica e dovrà essere così anche per le partite a seguire, per arrivare tranquilli ad Ostia. Dobbiamo essere più cinici per avere migliore continuità, la promozione va conquistata, in base alla classifica attuale non dobbiamo considerarla acquisita.

Quest’anno hai anche partecipato al campionato Under 20, dove anche lì sono state offerte prove a corrente alternata. Qual è secondo te il problema e quale la soluzione ?

Secondo me la soluzione è essere grintosi dall’inizio fino alla fine della partita e non perdere mai la concentrazione anche se siamo a più di 10 reti di differenza, oppure anche quando siamo sotto non bisogna perdere la concentrazione, perché il risultato di una partita si può cambiare in ogni momento.

La pallanuoto è uno sport dal continuo contatto fisico e volte anche pesante; tu che sei molto giovane patisci questo aspetto e se si come sopperisci a questo problema ?

La maggior parte delle volte gli avversari ne approfittano a tenermi con forza, però mi hanno insegnato che quando succede questo, devo muovermi così da mettere in difficoltà l’avversario.

Anche tu durante la stagione, negli spazi che ti sei ritagliato, hai offerto il tuo contributo. Ti sentiresti pronto per dare di più o è forse meglio andare per gradi ?

Quando ho la possibilità di entrare e dare il mio contributo alla squadra, cerco sempre di dare il massimo e fare quello che posso per aiutare, se mi manda in acqua sono sempre pronto.

Ormai tutto la squadra, tutta la Società e tutto l’ambiente è proiettato nella speranza di poter arrivare al Centro federale di Ostia il 13 luglio ? Ce la farete ?

Mancano ancora 6 partite, dove dobbiamo dare il massimo e portare a casa i 3 punti in tutte e 6 le partite, così da aggiudicarci il playoff ad Ostia, la squadra ha tutte le potenzialità per farcela.

Hai scelto uno sport duro, faticoso, praticato in un ambiente non naturale per l’uomo. Quanto ti appassiona questa sportivissima disciplina ?

Prima di praticare la pallanuoto ho sempre fatto sport individuali, mai sport di squadra e infatti questo è il primo, quando iniziai non mi colpì subito, solo al secondo anno iniziò a piacermi e da lì decisi di continuare con questo sport, perché mi appassiona l’intensità del gioco e il lavoro di squadra.

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