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Pallanuoto B - Per l'Everest c'è il bomber Michelotti

Gianmarco Michelotti, classe 1994, da Savona, ma con origine piacentine, è un acquisto molto importante dello scacchiere di Van Der Meer e, pur giovanissimo, ha al suo attivo un curriculum di tutto rispetto. Cresciuto nella società ligure sotto la...

Michelotti in azione
Gianmarco Michelotti, classe 1994, da Savona, ma con origine piacentine, è un acquisto molto importante dello scacchiere di Van Der Meer e, pur giovanissimo, ha al suo attivo un curriculum di tutto rispetto. Cresciuto nella società ligure sotto la guida di allenatori di importanza internazionale quali Pisano e Mistrangelo, l’attaccante savonese soltanto due anni fa ha vinto lo scudetto nella categoria Under 20 con il Savona e nella scorsa stagione, trasferitosi a Milano per motivi di studio, ha vinto il titolo di cannoniere nel girone 1 della serie B nel Cus Geas, realizzando ben 39 gol.
Veloce, tecnicamente molto dotato, intelligente ed opportunista, Michelotti sarà sicuramente una delle carte vincenti di questa imminente stagione.

Nell’anno in cui hai vinto lo scudetto di categoria hai fatto anche parte della fortissima prima squadra del Savona, realizzando 4 goal in Coppa Italia e 2 in Coppa Len. Quanto ti ha gratificato questa esperienza e quanto ti ha dato rapportarti ai massimi livelli anche internazionali ?
«La vittoria dello scudetto under 20 è stata il coronamento di anni di lavoro e fatiche, poi ha segnato comunque un traguardo di una squadra, composta da giocatori che fin da piccoli, sono stati messi in acqua insieme e sempre insieme hanno raggiunto la prima squadra crescendo sia dentro che fuori dall’acqua. La soddisfazione è stata grandissima: in un secondo sono svanite le fatiche di tutte quelle ore in acqua al freddo o quei momenti in cui pensi di non farcela più ma continui, anche aiutato dalle grida degli allenatori che non hanno mai smesso di incoraggiarci a dare sempre di più.
Un aiuto molto importante è stato il lavoro di gruppo con la prima squadra, un passaggio importante perché ti fa scontrare con la realtà della serie A. I giocatori che prima vedevi solo dagli spalti ora erano gli stessi che ti ritrovavi davanti in acqua. Questo inserimento porta sempre a cercare di dare il meglio, ogni allenamento diventa una lezione da imparare molto in fretta».

Lo studio ti ha portato lontano dai livelli di cui sopra, prima a Milano ed ora a Piacenza. Come ti trovi al momento qui e quali sono le tue aspettative ?
«La scelta di Piacenza è frutto di una valutazione molto attenta. Il Piacenza Pallanuoto mi è sembrata fin da subito interessata e ci siamo trovati bene, più che con altre società. Mi hanno messo nella condizione per poter gestire al meglio sia lo studio sia la squadra quindi non posso lamentarmi di niente. Poi la scelta è stata anche un po’ di cuore, ero curioso di conoscere in tutti i suoi segreti Piacenza, sempre citata fin da piccolo dai miei nonni che sono piacentini. Un po’ una scelta di testa e un po’ una di cuore. Trovare un gruppo giovane, unito, aperto che ha voglia di crescere, voglia di migliorarsi mi ha accolto subito bene. E poi ritrovare a Piacenza uno di quei giocatori che vedevo dagli spalti da piccolo, che rappresenta un pezzo della storia del Savona è stato quasi un richiamo».

Il Piacenza di questa stagione si affaccia, pur tra tante difficoltà logistiche, al suo secondo campionato in serie B: quali sono secondo te le potenzialità della tua nuova squadra ?
«Penso che la squadra abbia dato prova di essere all’altezza della serie B posizionandosi a metà classifica da neopromossa. Ho notato un impegno generale altissimo e costante e una fiducia l’uno nell’altro difficile da trovare in un gruppo così giovane. Forse pagheremo un po’ di esperienza con una squadra così giovane ma cercheremo di colmare questo divario con il duro lavoro che l’allenatore non ci fa mai mancare. Cercheremo di formare un gruppo il più compatto possibile poi di ogni partita faremo tesoro e andremo avanti sempre una partita alla volta imparando dai propri sbagli».
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