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Le lettere di due atleti contro la Pallanuoto Piacenza

Prosegue la polemica tra la Pallanuoto Farnese e la Pallanuoto Piacenza. Dopo il sit-in di protesta di mercoledì sera e la lettera che il tecnico della Farnese, Pierangelo Vignati, ci ha scritto, ecco le due lettere dei ragazzi Filippo Calatroni e...

Il sit-in di protesta della Pallanuoto Farnese-2
Prosegue la polemica tra la Pallanuoto Farnese e la Pallanuoto Piacenza. Dopo il sit-in di protesta di mercoledì sera e la lettera che il tecnico della Farnese, Pierangelo Vignati, ci ha scritto, ecco le due lettere dei ragazzi Filippo Calatroni e Giacomo Lanati che denunciano la situazione «assurda» a cui, secondo la loro testimonianza, li costringe la Pallanuoto Piacenza non concedendo lo svincolo ai giocatori. La lettera di Giacomo Lanati è stata in minima parte tagliata, senza modificarne in alcun modo il senso, in un parte in cui si parla della situazione economica della Pallanuoto Piacenza. Situazione che attualmente non siamo in grado di verificare e potrebbe provocare danno alla società stessa. Ecco le due lettere integrali che ci hanno inviato:

Il sottoscritto Filippo Calatroni, nato a Piacenza il 24 gennaio 1993 ed ivi residente in via Sforza Fogliani 2 dichiara di essere iscritto alla società Pallanuoto Piacenza dal 2004 e di aver partecipato ai campionati fino alla primavera del 2012 con serietà, dedizione e senso del dovere. Inaspettatamente non mi è stata richiesta l’iscrizione alla società per il campionato 2013 ed ancora con maggior rammarico ho avuto la notizia, dopo mezze promesse, che l’under 20 non si sarebbe formata, quindi io non sapevo quale fosse la mia posizione, ma nonostante ciò continuavo gli allenamenti con gli under 17 nella speranza di avere chiarimenti e ulteriori notizie. Fuori dall’under 20 e fuori dalla prima squadra, mi è stato proposto dal presidente Cighetti di andare a giocare con gli under 20 dei Wasken boys di Lodi perché in questa squadra, secondo lui, sarei potuto crescere da un punto di vista sportivo. Mi sono sentito emarginato, in quanto, e il signor Cighetti lo sa, i nostri campionati, allenati da Mezzano, ci hanno portato alle semifinali nazionali per ben quattro volte, quindi poteva dirmi apertamente che per me non c’era più posto, piuttosto di prendermi in giro. Poiché, dopo questa situazione venutasi a creare, non ho più avuto la possibilità di uno scambio di idee con la Presidenza, gli ho scritto una lettera che evidenziava il problema, ma non ho mai avuto risposta. Dal momento in cui a Piacenza esiste un’altra società di pallanuoto, ho pensato, per poter continuare a praticare lo sport che amo, di chiedere lo svincolo in modo amichevole, visto che il Presidente Cighetti, alla riunione annuale della società Pallanuoto Piacenza, aveva assicurato, davanti ad una platea molto numerosa di atleti, genitori, rappresentanti della società ed autorità, di svincolare qualsiasi atleta ne avesse fatto richiesta (Verba volant?).

Devo aggiungere che, nel corso degli anni anche i genitori dei ragazzi atleti si sono impegnati con continuità ad accompagnare i loro figli nelle partite fuori casa, anche perché il pulmino frequentemente aveva dei problemi, senza contare l’organizzazione messa in atto quando i genitori si sono premurati, senza neanche un grazie della società, ad organizzare  uscite importanti (pulman e albergo). L’unica gratificazione avuta, è stato quando il signor Cighetti, poiché aveva bisogno di me per le seconde semifinali nazionali a Genova Voltri, mi ha subissato di telefonate, nonostante avessi 40 di febbre! Un’ulteriore presa in giro è che in data 16-01-2013 vengo informato dalla segreteria  a presentarmi agli allenamenti previsti per la prima squadra munito di certificato medico poiché fra poche settimane inizia il campionato della nuova stagione agonistica 2012-2013. Mi chiedo: come mai arriva l’invito proprio adesso, dopo non aver mai considerato la mia posizione e non aver mai interloquito con me ? E’ cosa strana! Altra informazione invece arriva dalla presidenza in cui mi viene detto che la società, quest’anno, ha deciso  di inserire l’Under 20 nella rosa della prima squadra (ma se 3 giocatori sono tuttora in prestito al Wasken Boys di Lodi?).

E’ una novità che arriva ora! Come mai? Peccato che, come detto, fino a quel 16-01, io non ero NESSUNO e improvvisamente mi vuole inserire nel campionato di serie C Nazionale, non so in quale ruolo, visto e considerato che ha comperato diversi atleti  (tra cui il famoso Van der Meer) e che, quindi, non c’è posto né per me, né per altri come me. La menzogna più grande sta poi nel fatto che Cighetti dice di rimanere stupito nel ricevere tale richiesta di svincolo ed ancora più menzognera la frase che evidenzia di averci offerto la possibilità di partecipare al campionato più importante. Ritengo che il presidente non sia stato di grande esempio per noi ragazzi che abbiamo profuso sempre tanto impegno nella sua società e l’unica cosa che chiediamo è quella di poter giocare in modo sano  in una società sana.                                                                    
Filippo Calatroni 


La mia storia?Salve,?Ho deciso di scrivere questa lettera per raccontare nel dettaglio tutto quello che mi è successo (sportivamente parlando) nell’ultimo anno circa. E’ una lettera indirizzata a tutti gli appassionati di pallanuoto e sport in generale. Partiamo dalla fine: io che scrivo. Vi chiederete perché? Perché sono qui a parlare di pallanuoto e non sono in acqua a divertirmi? Ebbene a 22 anni appena compiuti mi piacerebbe tanto poterlo fare, ma…Ok cominciamo. Prima però vorrei dire che tutto ciò che è scritto in questa lettera è un riassunto di fatti realmente accaduti, solo verità, della quale io mi prendo tutte le responsabilità.

?Mi chiamo Giacomo Lanati e come detto ho 22 anni. Ho iniziato a giocare a pallanuoto all’età di 10 anni nella Pallanuoto Piacenza. E da allora la mia famiglia paga la quota (non proprio economica) per la suddetta società, ad eccezione delle ultime due stagioni in cui la mia presenza in prima squadra (serie C) mi esonerava dal pagamento. Tutto più o meno tranquillo fino alla stagione 2009-2010 quando la mia squadra conclude il campionato al primo posto a pari punti con il Novara ed io totalizzo la bellezza di 3 presenze (solo spezzoni di partita, ad esempio ho giocato metà partita contro Dinamica Torino quando vincevamo 12 a 0 in casa). Io non ho mai creato problemi e mi sono sempre preso le responsabilità del mio ruolo nella squadra (secondo portiere) partecipando sempre agli allenamenti e alle convocazioni per le partite senza lamentarmi. La stagione agonistica 2010-2011 è cominciata nei peggiori dei modi: l’allenatore, Daniele Mezzano (per chi non lo conoscesse ha tante presenze in serie A1 sia come giocatore che come allenatore, insomma non è proprio l’ultimo arrivato), ha sempre puntato sui giovani, ma nonostante ciò la società ha rivoluzionato la squadra lasciando partire due under 20 titolari in prima squadra, sostituendoli con due over 30 non troppo graditi da alcuni ragazzi. Come se non bastasse la società aveva fatto domanda di ripescaggio in serie B su richiesta dell’allenatore, ma, al momento della chiamata della federazione, il presidente ha rifiutato la promozione tenendolo in gran segreto. Capirete i motivi delle dimissioni di Mezzano quando l’ha scoperto e quando i dirigenti hanno trovato scuse campate per aria (non ce la meritavamo, non è questione di soldi, non vogliamo sentire che ci prendono in giro perché non ce lo siamo meritati in vasca). Tralasciando i commenti, a ottobre 2010 sentii il bisogno di cambiare aria. Il CUS Milano in serie B aveva bisogno di un portiere e quella per me era un’occasione d’oro. Subito ne parlai con il presidente della mia società, Alessandro Cighetti, il quale nonostante i nostri rapporti non fossero idilliaci, mi disse che non c’era problema per farmi un anno di prestito. Ne approfitto per ringraziare tutta la società CUS Milano, il presidente Colombo, l’allenatore Catalano e tutti i giocatori perché sono un gruppo fantastico.

?Tornando a noi, ho cominciato ad allenarmi a Milano all’inizio di ottobre 2010 pronto per il campionato con inizio a Dicembre 2010. Per due mesi e mezzo ho chiesto quasi una volta a settimana al presidente della Piacenza Pallanuoto, Alessandro Cighetti, di firmare il mio prestito. Di risposta lui mi diceva di stare tranquillo che lo avrebbe fatto il giorno dopo. E poi il giorno dopo. E poi quello successivo ancora, nonostante la mia insistenza e le chiamate del presidente del CUS Milano (Colombo) a Cighetti. Morale: io ho saltato le partite di dicembre per mancanza di una firma richiesta per due mesi e mezzo e, chiedendo spiegazioni, mi è stato risposto che la firma non è stata fatta perché Cighetti aveva mal di schiena…. Qui i miei rapporti con Cighetti sono precipitati.?C’è voluto l’intervento di mio papà che è andato a parlare con un dirigente, ma alla fine ho avuto il mio prestito. E così ho giocato tutta la stagione a Milano, mentre i miei amici ed ex compagni alla Piacenza Pallanuoto mi raccontavano di problemi nella squadra e di discorsi del presidente Cighetti nei quali dava sempre la colpa a me senza collegamenti logici anche dopo mesi di distanza dal mio trasferimento. Io sinceramente non ci facevo molto caso. Non me ne importava molto, ma di fatto io e Cighetti ci siamo tolti il saluto. Io ero felice e mi sono davvero goduto la stagione alla grande. La stagione agonistica però terminò.

E a Piacenza fu un disastro: nonostante la buona volontà di Nanni Cagnani, nuovo allenatore dopo Mezzano, la squadra ormai era spaccata e in rivolta contro la società a causa di varie discordanze nel corso della stagione. Molti giocatori hanno chiesto di cambiare squadra (precisamente erano 7) e altri hanno addirittura espresso la volontà di smettere (in 4). Tanto che Cighetti ha “presentato ufficialmente le dimissioni da presidente, rimanendo però in carica” (?!?). Ma, nonostante ciò, ha rifiutato tutte le offerte per rilevare la società da parte di persone interessate trovando ogni volta una richiesta in più. Tutti i giocatori che hanno potuto cambiare società (in quanto solo in prestito) l’hanno fatto al volo, l’allenatore si è dimesso e nessuno aveva più certezze su quella che sarebbe stata la Piacenza Pallanuoto. In questo trambusto io e gli altri sette che volevano cambiare società abbiamo deciso di farlo attraverso la FIN (Federazione Italiana Nuoto) per evitare di avere a che fare sia con Cighetti, sia con una società fantasma come era diventata la Piacenza Pallanuoto. Abbiamo fatto tutte le pratiche per lo svincolo facendo notare la situazione della società e dei giocatori, ma ci è stato rifiutato lo svincolo sia dalla società che dalla FIN. In particolare vorrei soffermarmi sulla risposta del presidente Cighetti (arrivata a casa mia 3 giorni dopo aver spedito la mia richiesta, alla faccia del mal di schiena…) nella quale si legge: “L’atleta è di interesse per la società le motivazioni apportate dall'atleta sono generiche, strumentali e pretestuose, nonché non corrispondenti alla realtà”.
?La situazione della società era quella descritta e con questo ho detto tutto. Per quanto riguarda il fatto che io fossi di interesse per la società vorrei far notare che dopo questa lettera nessuno della società ha mai preso contatti con me o con i miei compagni che avevano mandato la lettera. Non siamo stati convocati all’usuale assemblea di presentazione dell’anno agonistico, non siamo stati ne avvisati ne convocati con la solita lettera per l’inizio degli allenamenti. Anzi. Siamo stati tutti sostituiti con giocatori liguri, nonostante Cighetti affermasse di non avere più soldi per portare avanti la società. Indesiderati, ma obbligati a restare, abbiamo cercato di parlare con Cighetti, il quale dopo tante telefonate e dopo averlo rincorso per mesi, a Gennaio 2012 finalmente trova tre minuti del suo tempo per incontrarci. Alla riunione eravamo presenti io, un mio compagno e suo padre, il quale per professione è abituato a trattare la compravendita. Io e il mio compagno non abbiamo aperto bocca e Cighetti, alla richiesta del prezzo dei nostri cartellini da parte del padre del mio amico, ha risposto con testuali parole: "7000 euro a testa, nessuno sconto, nessun prestito”. Per dovere di cronaca riporto che ad un mio altro compagno che ha fatto la lettera è stato concesso il prestito della durata di una stagione per 2000 euro. Fine. Ci aveva stroncato. Eravamo tutti allibiti. Documentandomi ho visto che giocatori di serie A1 hanno prezzi simili. Già in serie A2 sono prezzi troppo alti, figuriamoci in serie C. Per un ragazzo non convocato agli allenamenti, non utile alla squadra, già rimpiazzato con un acquisto. Per un ragazzo che ha sempre fatto sport solo per passione, per divertimento, che in 12 anni di pallanuoto non ha mai chiesto niente e ha dato sempre tutto quello che gli veniva chiesto. Io mi sono sentito davvero offeso, ma non ho detto una parola e me ne sono andato.

Purtroppo in seguito la situazione è degenerata con offese e insulti. Alla occasione successiva ho cercato di parlare con Cighetti in privato ma nonostante io gli fossi di fronte e parlassi con lui, lui se ne andava e faceva finta di non sentire. Girava la testa facendo finta che non ci fossi nonostante io fossi così vicino da poterlo toccare e vederlo negli occhi. Sarebbe stata una scena da comiche se non per il fatto che l’unico a rimetterci ero io. Alla fine la squadra di quest’anno della Piacenza Pallanuoto è composta da 9/10 liguri stipendiati, dal figlio del presidente e da 2/3 giocatori dalle giovanili che si alternano in panchina. Io ho provato ad allenarmi ancora a Piacenza, ma l’aria era irrespirabile. L’allenatore su richiesta del presidente mi ha invitato ad andarmene a casa, ma su mia forte insistenza mi ha “concesso” di allenarmi in un angolino della vasca senza dare fastidio. Così ho fatto, ma, nonostante fossi fermo nell’angolino più remoto della piscina, ero continuamente bersaglio di pallonate e di giocatori che continuamente “sbagliavano” tiri… In questa situazione ho deciso di smettere di frequentare quella piscina, ma la mia voglia di tornare in acqua e di poter giocare sono ancora tante, tantissime. Troppe per far finta che tutto questo non sia mai successo.
Cordiali saluti
Giacomo Lanati
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