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Giacomo Carini e il sogno olimpico. Ponzanibbio: «Arrivarci sarebbe fantastico»

Il tecnico della Vittorino racconta la storia del nuotatore piacentino, dal primo incontro nel 2012 alla volta in cui gli disse: «E' meglio se cambi aria e cerchi nuovi stimoli»

Gianni Ponzanibbio con Giacomo Carini

Il suo carattere non gli permette di lasciarsi andare a festeggiamenti sfrenati. Così Gianni Ponzanibbio trascorre a bordo vasca allenando alcuni dei suoi ragazzi le ore che lo separano dall’annuncio ufficiale della convocazione di Giacomo Carini alle Olimpiadi. Il nome del piacentino, già recordman italiano nei 200 farfalla, è stato fatto dalla Gazzetta dello Sport, ora si attende la conferma ufficiale da parte della Federnuoto che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Intanto Giacomo si allena con Federica Pellegrini, la Divina del nuoto azzurro, per farsi trovare pronto all’imbarco per Tokyo.

Ponzanibbio ogni tanto guarda il cellulare per capire se finalmente il sogno a cinque cerchi diventa realtà e nel frattempo ripercorre tutti gli anni trascorsi allenando Giacomo. Partendo dalla fine, da una svolta arrivata pochi mesi fa. «Stavamo rientrando dagli Assoluti in cui non era arrivato il risultato sperato. Suona il cellulare, era un messaggio di Federica Pellegrini che lo invitava a prepararsi a Verona insieme a lei». A spingere Carini verso il Veneto è proprio Ponzanibbio. «Gli ho detto: se credi nei segnali questo è importante. Giacomo mi ha riposto: io sto bene qui, vuoi mandarmi via?». Ma l’intenzione del suo tecnico era completamente diversa. «Gli ho spiegato che per lui sarei stato sempre presente, che ero, e sono tuttora, a disposizione per confrontarmi e per discutere. Ma se voleva raggiungere il sogno olimpico doveva provare a fare una cosa nuova, a mettersi in gioco. E la scelta si è rivelata azzeccata». I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tre settimane di collegiale a Livigno con la Pellegrini, durante le quali Carini si è anche laureato in Economia. Commercio, poi gli Europei di Budapest e un crono da urlo che ha convinto i tecnici azzurri a inserirlo nel gruppo per le Olimpiadi.

Si guarda indietro Ponzanibbio e torna al lontano 2012, quando Giacomo arrivò in piscina poco più che bambino. «Era un ragazzo di belle speranze, poi ha avuto una carriera giovanile folgorante, con risultati migliori di atleti che adesso sono molto famosi». Nel 2013 ci sono gli Eyof, le Olimpiadi giovanili, poi l’argento agli European Games di Baku e la finale agli Europei Juniores. A 18 anni arriva la convocazione con la nazionale seniores per un collegiale a Miami, nel 2016 vince gli Assoluti e la finale degli Europei giungendo a un soffio dal minimo olimpico. Il suo inserimento nella lista per le Olimpiadi di Rio de Janeiro sembra scontato. Invece?

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