Giovedì, 23 Settembre 2021
Nuoto

Giacomo Carini: «Peccato, nella finale olimpica ci credevo davvero. Ma ho dato tutto»

Il piacentino dopo la semifinale dei Giochi di Tokyo chiusa in 1.55.95: «Forse non sono riuscito a recuperare al meglio. Ma l'obiettivo di questa avventura è stato raggiunto». E sulla Vittorino: «Mi ha fatto piacere vedere tutta la squadra che mi sosteneva davanti al maxischermo»

Giacomo Carini in acqua al Tokyo Aquatics Center di Tokyo (foto di Giorgio Scala - DBM)

Giacomo Carini lancia un segnale importante. Chiunque dopo lo stop nella semifinale olimpica (chiusa in 1.55.95) avrebbe sottolineato la qualificazione fra i migliori sedici al mondo nei 200 farfalla e magari si sarebbe anche un po’ lamentato dell’impossibilità di recuperare appieno dopo la fatica di poche ore prima. Lui no, esordisce con una dichiarazione che fa pensare. «Dirti che sono contento sarebbe una bugia. Speravo di qualificarmi per la finale, eravamo davvero tutti lì». Frase che ha un solo significato, fondamentale: Giacomo pensa in grande, sa di meritarsi l’accesso fra i top della categoria e adesso non si accontenta neppure di una semifinale olimpica. A freddo, ne siamo certi, rivedrà tutto con altri occhi, ma intanto il piacentino ha inserito una ulteriore marcia in più e potrà iniziare a dimostrarlo già dai prossimi mesi.

«I passaggi - racconta appena uscito dalla vasca - sono stati leggermente più lenti di ieri, ma era difficile ripetersi perché nuotare i 200 delfino di mattina poteva dare qualche problema. Anche solo ripetere l’1.55.33 sarebbe stato un ottimo risultato. Peccato non sia venuto, ma se devo essere sincero anche stanotte non ho dormito tanto».

Il secondo giorno insonne.,

«Mi sono sdraiato verso mezzanotte e ho riposato fino alle 4, poi mi sono rigirato due ore nel letto prima di riprendere sonno».

Mi sembra una sensazione giustificata, ti giocavi la qualificazione a una finale olimpica.

«Non so se sia normale, probabilmente nelle mie stesse condizioni ci sarà stato qualcun altro, ma posso dire che la cosa non mi ha debilitato perché a livello mentale ero concentrato. Forse ho pagato un po’ fisicamente».

Avevi detto che uno sei problemi sarebbe stato il recupero. Da questo punto di vista non è andata benissimo?

«Vedendo il risultato direi di no. Anche la gestione della gara è stata simile a quella di ieri. Ma in batteria nell’ultimo 50 sentivo di spingere ancora bene, oggi non ho chiuso male ma non ero comunque al massimo. Certo che dipende anche da quello che uno si aspetta, ho fatto comunque 30.7 che fino a ieri pomeriggio sarebbe stata la mia miglior chiusura. Ho cercato di stringere i denti e dare il massimo, forse è mancato un po’ il passaggio».

Se vogliamo trovare un pizzico di rammarico è che con due centesimi in meno rispetto al tempo delle qualificazioni saresti entrato in finale.

«Fare 1.55.33 al pomeriggio di ieri non è come farlo stamattina. L’obiettivo realistico era entrare in semifinale e godermela con il gotha del nuoto mondiale. Sono contento così, chiaro che a caldo mi dà un po’ fastidio perché ieri ci avevo davvero creduto. Ma a mente fredda la gara per le medaglie era molto dura, io mi presentavo con il ventunesimo tempo».

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