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Motori - Rally: a tu per tu con Filippo Persico

Meno di 25 anni di età e con più di dieci gare nel mondo dei rally in poco più di due anni. Una carriera iniziata da poco ma in continua ascesa, che lo ha visto anche al primo posto di classe in parecchie competizioni. Filippo Persico inizia...

Filippo Persico
Meno di 25 anni di età e con più di dieci gare nel mondo dei rally in poco più di due anni. Una carriera iniziata da poco ma in continua ascesa, che lo ha visto anche al primo posto di classe in parecchie competizioni. Filippo Persico inizia giovanissimo nel mondo delle corse per “colpa” del padre e dello zio che l'hanno “infettato” di questa passione che una volta che ti colpisce, difficilmente è facile guarire.

Quando hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo del motori?
«La passione arriva da mio padre e mio zio, entrambi sono stati campioni italiani e hanno vinto molti trofei. Spesso mi portavano a vedere gare di ogni genere e sono bastate poche occasioni per contagiarmi».

Da 2001 però hai iniziato a indossare tuta e casco, raccontaci.
«Sì, sono partito con i kart fino al 2005, dopodichè sono salito in sella alle moto per gioco e ho continuato a fare motocross fino al 2010».

Qui però si apre un grande capitolo fatto di gioie, dolori, vittorie, sconfitte e anche tante successi nel mondo dei rally.
«Il 2013 è stato un anno importante. Sono salito per la prima volta su una vettura da corsa al formula challenge di Cremona con la Stilo Abarth di mia proprietà dove mi sono divertito tantissimo. Successivamente con la Renault Clio racing start ho debuttato nel mio primo rally vero e proprio al Circuito di Cremona poi Valtidone e Città dei Mille dove ho chiuso la stagione 2013».

Una prima stagione fatta di poche gare ma di alto livello.
«Indubbiamente sì, all'inizio non è stato facile ma grazie alla mia voglia di fare e alle persone giuste che mi sono state vicino, ho avuto l'opportunità di imparare molte cosa da subito. Voglio sottolineare che nella vita non si smette mai di imparare. Ogni giorno che passa impariamo qualcosa di nuovo che ci può tornare utile non solo in gara ma anche nella vita stessa».

Visti i successi e l'ottima vettura hai scelto poi di abbandonare un po' i kart e le moto per dedicarti di più ai rally, giusto?
«Sì, nel 2014 ho fatto altre gare ottenendo anche ottimi piazzamenti. Ora abbiamo apportato delle modifiche alla vettura portandola R1 e in questo 2015 ho cominciato con il 1000 Miglia dove purtroppo mi sono ritirato, ma anche questo fa parte del gioco».

Cosa hai in programma per questa stagione?
«Stilare un calendario gare preciso in questo momento è un po' difficile. L'unica gara semi sicura potrebbe essere il Valtidone in provincia di Piacenza tra meno di un mese. Le prove speciali mi piacciono molto e la Rally & Promotion è un ottimo comitato organizzatore. Poi si vedrà».

Hai avuto diversi co-driver tutti di ottimo livello.
«Sì, Giovanni Mainfredini, Samantha Milani e Matteo Maini sono tre bravissimi navigatori e molto professionali. Mi ritengo molto fortunato ad aver trovate tre grandi persone ancor prima di essere navigatori».

A questo punto non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo al giovane pilota lombardo che ha dato prova di essere una persona con la testa sulle spalle, come si suol dire, e in grado di portare a casa ottimi successi. A questo punto speriamo di vederlo in azione al Rally Day Alta Valtidone dove potrà battagliarsi con tanti piloti esperti.
Christian Basini

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