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Motori - Intervista con Manuel Sartori. Video

Quattro chiacchiere con…Manuel Sartori. Le bellezze della Valtrebbia portarono Ernest Hemingway a definirla la "valle più bella del mondo". Non si sbagliava affatto. Non solo paesaggi turistici mozzafiato e buon cibo perché in...



Quattro chiacchiere con…Manuel Sartori. Le bellezze della Valtrebbia portarono Ernest Hemingway a definirla la "valle più bella del mondo". Non si sbagliava affatto. Non solo paesaggi turistici mozzafiato e buon cibo perché in quella valle così intrisa di storia sono nati e cresciuti piloti illustri legati al rallysmo piacentino. A partire da Franco Leoni, Luciano Pascolani, e tantissimi altri fino al giovane Manuel Sartori che oggi la nostra redazione ha incontrato per farci
raccontare proprio da lui alcuni passi significativi.

Manuel, riavvolgiamo il nastro. Come nasce la tua passione per i motori?
‹‹La mia passione per i motori è nata semplicemente seguendo il papà nelle sue gare. Il mio inizio è stato un po' strano. Giusto o sbagliato che sia ho voluto iniziare a correre distante da casa per non sentire da vicino la pressione degli amici, ma non avevo calcolato che gli amici hanno la macchina e quindi me li sono ritrovati tutti a Imperia. Per fortuna me ne sono accorto solo alla fine del rally››.

Per andar forte bisogna avere non conta solo il piede e un buon navigatore ma bisogna avere anche uno staff di meccanici preparati e competenti. Tu in questi anni ti sei affidato a GIMA che è uno dei team migliori al momento che abbiamo noi in Italia. Come ti sei avvicinato ai ragazzi di Gima?
‹‹Mi sono avvicinato grazie a mio padre che in passato correva con le loro vetture. Il loro pregio più grande è quello di essere veramente meticolosi in tutto››. La base per una newentry nel mondo delle corse è salire inizialmente su un vettura poco potenti quali: N2, N3 anche perché vetture più potenti sono vietate dai regolamenti agli inizi».

Tu con che macchina hai iniziato e successivamente come si è snodata la tua carriera?
‹‹Dalla mia prima corsa ho sempre gareggiato con una Renault Clio N3 che io chiamo "il mio giocattolino". In tutti questi anni devo ringraziare veramente tanto mio papà che mi ha aiutato e incoraggiato in tutto, sempre. Mia madre invece era un po' contraria ma ora pare abbia rinunciato a ribadirmi sempre le stesse cose››.

Il tuo nome era spesso frequente negli elenchi iscritti delle gare. Poi c'è stato un attimo di stop e ora il ritorno. Raccontaci un po'.
‹‹Dopo l'ultima corsa al Rally Città di Bettola 2012 siamo risaliti in macchina al Colli Piacentini 2013, quasi un anno dopo, e ho fatto fatica a ritrovare un po' tutto. Ringrazio il mio navigatore Sergio Rossi per i suoi consigli e ho cercato di capire cosa ero capace di fare. Poco alla volta siamo riusciti a migliorarci››.

Lo scorso weekend il tuo nome compariva tra i concorrenti del Rally Città di Voghera. I tempi confermano una bella gara da parte tua. Com'è andata?
‹‹A Voghera è stata una gara un po' improvvisata, che devo dire azzeccata, infatti per la prima volta ho corso con Ramona Alpegiani, persona che fino a due settimane fa conoscevo solo a livello di amicizia. Per come la conoscevo io era una bella persona durante la vita normale, ma da due settimane ad oggi devo dire che è una persona a dir poco eccezionale››.

Tutti i rallyman hanno un sogno nel cassetto. Ci sveli il tuo?
‹‹Il mio sogno nel cassetto è riuscire a fare un trofeo che mi permetta d'imparare bene questo sport, ma purtroppo è parecchio costoso e quindi, per ora, rimane solo un sogno››.

Chi ti senti di ringraziare calorosamente?
‹‹Visto che nell'aria c'è ancora in rally di Voghera che abbiamo appena fatto, voglio ringraziare di cuore il tesoro della mia navigatrice che mi ha aiutato in tutti e due i giorni››.
Christian Basini

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