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Motori - I rallysti chiedono chiarezza all'Aci-Csai

Cari lettori, anche questa settimana siamo lieti di offrirvi un altro articolo della rassegna "Quattro chiacchiere con…". Questa volta non andremo a conoscere la carriera di un pilota, piuttosto che i suoi programmi futuri, ma vogliamo dare voce a...

Elia Bossalini-3
Cari lettori, anche questa settimana siamo lieti di offrirvi un altro articolo della rassegna "Quattro chiacchiere con…". Questa volta non andremo a conoscere la carriera di un pilota, piuttosto che i suoi programmi futuri, ma vogliamo dare voce a diversi rallyman su una vicenda che sta facendo parecchio scalpore. Sui principali social network abbiamo trovato diversi "post" che lamentano il servizio che ACI CSAI svolge nei confronti dei licenziati. Partiamo dal presupposto che molti team vanno sempre più verso la chiusura, i costi per correre sono diventati insostenibili, ora ci si è messa anche la CSAI a fare la sua parte "colpendo" sui costi delle licenze e non solo.

«Ad oggi non ho ancora chiaro che licenza dovrò fare - ci racconta il piacentino Elia Bossalini - Non solo paghiamo una licenza di quasi 500 euro, le regole continuano a cambiare e non so nemmeno cosa devo fare per correre con una macchina nel 2014». Poca chiarezza dunque da parte di una federazione che sta mettendo in ginocchio davvero tante persone. A tal proposito siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con il driver Luca Cantamessa: «È un discorso infinito e sono anni che ci battiamo per semplificare, chiedere poche regole ma chiare, per dare promozione e sviluppo, ma purtroppo anno dopo anno succede esattamente il contrario. C'è anche il fattore "troppe gare e pochi iscritti" - continua - bisogna saper agevolare gli organizzatori capaci, non solo quelli che fanno comodo. Bisogna fare emergere gli organizzatori che sono in grado di regalare una gara ricca di spettacolo e fatta di aggregazioni rendendo bello il contorno. Basta con le piccole gare, non servono a niente e non è vero che riducono i costi. Ripeto, purtroppo è un discorso lunghissimo che ho affrontato tante volte e penso che ora siamo arrivati all'apice dell'indecenza».
 
Insomma, tanta confusione da parte di una federazione che ogni è sempre più in discesa. Meno rinnovi delle licenze e piloti che urlano i propri diritti di essere informati. Cambierà qualcosa o forse è troppo tardi? Per il momento non ci resta che stare nel dubbio.
Christian Basini

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