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Kangogo e Sugamiele trionfano alla Placentia Half Marathon: dopo tredici anni un'italiana torna al successo

Il keniano chiude in 1.01.32, resta saldo il record di Lokomwa. I migliori piacentini sono Matteo Maiocchi (1.13.06) e Alessandra Carlà (1.30.59)

L’ormai consueto dominio keniano in campo maschile, con la vittoria di Thimoty Kangogo a confermare il trionfo africano che dura da dodici edizioni (compresi i successi di Ruanda e Tanzania), la sorpresa fra le donne, con Federica Sugamiele bravissima a riportare un’italiana sul gradino più alto del podio della Placentia Half Marathon dopo tredici anni, con l’ultima vittoria di federica Del Ri datata 2011.

C’è uno splendido sole a disegnare i 21 chilometri per le vie della città, con tante persone a godersi lo gara applaudendo ai bordi della strada e lo spettacolo emozionante del Facsal che vede migliaia di bambini a salutare i corridori. La fortunatissima intuizione degli organizzatori è diventata un’abitudine, ma ogni volta regala incredibili suggestioni.

Gli oltre 1500 al via di piazza Cittadella presentano subito un eccellente colpo d’occhio, anche se tutte le attenzioni sono puntate su Daniele Meucci, numero 1 di pettorale e attesissimo, a cui aggiungere i keniani Dennis Kororia e Thimoty Kangogo, mentre in campo femminile Jelimo Kogo pur all’esordio sulla distanza punta in alto, ma Federica Sugamiele lascia intendere che l’avversaria non avrà vita facile.

Bastano trecento metri per capire che gli africani faranno gara a sé. La partenza è più simile a una prova di mezzofondo, con ritmi forsennati e l’obiettivo evidente di chiudere con un crono intorno a un’ora netta. I primi chilometri sono costantemente sotto i 3 minuti, con Jean Marie Niyomukiza, portacolori del Burundi, a dettare il ritmo nel suo ruolo di lepre e la coppia Kororia-Kangogo a seguirlo come un’ombra. Tutti gli altri sono staccati già dalle primissime battute, i battistrada lo sanno e non si voltano mai per vedere cosa succede alle spalle. Il passaggio sull’argine di Po segna la prova: poco dopo l’ottavo chilometro Kororia si stacca e ben presto il divario con i primi due diventa incolmabile. Al chilometro 10 la coppia di testa transita in 28.46, ma a questo punto Kangogo rimane da solo perché Niyomukiza ha terminato il proprio compito quando manca più di metà gara al termine. Adesso è una prova in solitaria, il keniano è ancora in spinta e continua a correre a buon ritmo, ma senza aiuti si capisce presto che il record della manifestazione del compianto Lokomwa (1.00.41 del 2015) non verrà ritoccato. L’unico piccolo problema il keniano lo registra al chilometro 15: passa in 43.32 e al rifornimento la bottiglietta d’acqua gli cade e rischia di finirgli tra i piedi. Nessun dramma, prende quella successiva e prosegue senza difficoltà fino all’arrivo a braccia alzate in piazza Cavalli in 1.01.32. Argento per Kororia, che non molla fino al traguardo e chiude in 1.03.33 davanti a Daniele Meucci in 1.05.07. Per l’italiano la soddisfazione di aver riportato il tricolore sul podio, che mancava dal 2013 e da allora aveva visto solamente atleti africani, quasi tutti keniani.

Fra le donne la partenza lanciata della Kogo non la porta alla vittoria: dopo aver dominato per oltre metà gara subisce il sorpasso della Sugamiele che prima la raggiunge poi mette la freccia tenendo un ritmo che la keniana non regge, pagando probabilmente l’inesperienza sulla distanza. L’italiana chiude in 1.13.07 davanti alla Kogo in 1.14.23 e a Sarah Zerbini con 1.22.33.

Ottime anche le prestazioni dei piacentini: in campo maschile il migliore è Matteo Maiocchi che registra 1.13.06 e si lascia alle spalle Claudio Tanzi (1.18.30) dopo aver corso gli ultimi chilometri insieme alla Sugamiele, mentre fra le donne Alessandra Carlà si guadagna lo scettro di runner biancorossa con 1.30.59 e una prova in rimonta su Francesca Fava (1.35.31).

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