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Maratona - Confalonieri: «Ci sentiamo un po' più mondiali»

Circa 6000 partecipanti fra gara agonistica e Camminate non competitive, con almeno 2000 bambini alla Minimaratona del Pedibus, doppio record della manifestazione e un livello tecnico elevatissimo. All’edizione numero 20 la Placentia...

Alessandro Confalonieri, insieme a Pietro Perotti ideatore e organizzatore della Placentia Half Marathon

Circa 6000 partecipanti fra gara agonistica e Camminate non competitive, con almeno 2000 bambini alla Minimaratona del Pedibus, doppio record della manifestazione e un livello tecnico elevatissimo. All’edizione numero 20 la Placentia Half Marathon compie il salto di qualità e gli organizzatori Alessandro Confalonieri e Pietro Perotti gongolano al traguardo mentre la manifestazione è ancora in corso.
«Vedere i keniani in azione - spiega Confalonieri - mi ha fatto tornare la voglia di correre, sprigionano una tale energia e allo stesso tempo una tale calma che è una cosa unica. Probabilmente molti piacentini si saranno chiesti come sia possibile gareggiare a questi livelli e con questo stile. I due record battuti nella ventesima edizione sono la più grande soddisfazione che potessimo avere».

Risultati agonistici di alto livello ma non solo, perché da sempre siete vicini all’Unicef e ogni anno ideate iniziative sempre nuove per coinvolgere i bambini.
«Il corteo del Pedibus è stato straordinario e oltretutto insieme ai più piccoli ho visto anche tanti genitori. L’aspetto della solidarietà è sempre stato prioritario e ha contagiato tanti protagonisti; Lokomwa tornerà a Piacenza martedì sera per un allenamento che sottolineerà il progetto che stiamo portando avanti in Africa per la costruzione di scuole. Siamo fieri di avere gli atleti più forti del mondo che non chiedono i rimborsi di altre gare. Per questo oggi ci sentiamo un po’ più mondiali».

Anche nel 2015 i numeri dicono che la strada imboccata è quella giusta.
«Siamo sempre in crescita, aver coinvolto tutta la città fra volontariato e collaborazione con le scuole è una cosa che non avremmo mai immaginato; ci sono volute molte edizioni e adesso stiamo parlando di un valore aggiunto per Piacenza. Penso che i bambini di oggi, tutti fra i sei e i dieci anni, quando avranno finito gli studi si ricorderanno del passaggio in piazza Cavalli sul tappeto rosso».

A ogni edizione tu e Perotti concludete sempre dicendo: non sappiamo se ci ripresenteremo anche il prossimo anno. Visto l’entusiasmo di oggi possiamo già dare l’appuntamento al 2016?
«Nel 2014 abbiamo sospeso la maratona e dodici mesi fa ridimensionato parecchio per questioni di budget. Adesso se la manifestazione proseguirà, perché c’è sempre un “se”, avrà un’ulteriore riduzione. Ci siamo resi conto che il grande sforzo richiesto per l’accoglienza è troppo impegnativo per una città di volontari che insieme a noi sta invecchiando. Abbiamo piegato la schiena a tante persone in questi dieci giorni e ci attende ancora una settimana di lavoro. E’ una grande preoccupazione, ci sono pochi giovani che aiutano, bisogna riflettere per realizzare qualcosa di meno dispendioso a livello fisico ma comunque accattivante».

Avete già qualche idea?
«Non è facile, ma l’obiettivo è sempre quello di portare la partenza in centro città».

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