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Stefano Teragni: «Esclusi calcio e basket è un buon 2012»

Ultimo incontro dell'anno per il Coni Provinciale che nel consueto scenario della Corte Biffi (San Rocco) ha consegnato venerdì sera le Stelle al Merito Sportivo, la Palma D'Oro al tecnico e i Premi Coni 2012. Ultimo incontro anche per Stefano...

Ultimo incontro dell'anno per il Coni Provinciale che nel consueto scenario della Corte Biffi (San Rocco) ha consegnato venerdì sera le Stelle al Merito Sportivo, la Palma D'Oro al tecnico e i Premi Coni 2012. Ultimo incontro anche per Stefano Teragni che dal 2013 sarà candidato al ruolo di delegato provinciale del Comitato Olimpico perché la riforma prevede l'azzeramento dell'organizzazione così com'è adesso, una rivoluzione dettata dal contenimento dei costi e come sempre, la consegna dei premi, è anche l'occasione per tracciare un bilancio della stagione appena conclusa. Teragni parla di tutto, dello sport che non c'è più «è stato tutto sommato un buon anno nonostante il fallimento del Piacenza Calcio a la sparizione del basket», delle vittorie «su tutti brillano i nostri atleti alle Olimpiadi di Londra e il bronzo di Marco Aurelio Fontana» e anche di ciò che si aspetta dalla nuova amministrazione comunale «l'attenzione che ci hanno sempre dedicato negli anni precedenti e la realizzazione della piscina coperta».

Stefano Teragni, facciamo un po' di chiarezza sulla riforma che colpirà il Coni.
«Dal prossimo anno non ci sarà più la figura del presidente che verrà sostituita da quella del delegato provinciale. Entro il 23 gennaio sarà eletto il presidente del Coni regionale e poi ogni provincia eleggerà il proprio rappresentante entro il 28 gennaio e il candidato per Piacenza dovrei essere io».

A livello logistico?
«Le Federazioni rimangono nell'attuale palazzo Coni di via Calciati però, e questo sembra un controsenso, la sede del delegato potrebbe essere da un'altra parte».

Azzerata dunque tutta l'organizzazione a 5 cerchi piacentina?
«Ci sarà un delegato con il suo staff tecnico e i fiduciari. L'attuale segretaria, Isabella Dordoni, sarà spostata o a Bologna o a Milano mentre cadono tutti i contratti a progetto».

Sembra che non cambi molto: allarme rientrato?
«Diciamo solo in parte. Dobbiamo capire quanta autonomia e quante risorse avranno a disposizioni i delegati provinciali perché d'ra in poi tutto verrà deciso da Bologna».

I vostri obiettivi per la prossima stagione?
«Il centro rimane la promozione giovanile nelle scuole e le manifestazioni sportive per i bambini, sempre che nel frattempo non cambino il ruolo e la missione del Coni».

Come si chiude questo 2012?
«Sono abituato a valutare i bilanci prendendo in considerazione il mandato che dura 4 anni e posso dire che, i risultati ottenuti, sono eccezionali se paragonati a una crisi che solo nella nostra città ha cancellato calcio e basket. Abbiamo retto meglio di altre città e siamo ai massimi livelli con il volley, poi ci sono rugby e tennis, e infine abbiamo ottenuto dei risultati giovanili incredibili. Non parlerei di annata disastrosa».

Se diciamo Piacenza Calcio?
«Bisogna partire dal presupposto che operiamo in una città particolare, dove ci sono pochi imprenditori che amano lo sport e hanno la possibilità di supportarlo. Il momento economico non ha aiutato ad esporsi ma torniamo sempre al solito discorso, che faccio da molti anni, cioè che non sappiamo fare squadra».

E se proseguiamo dicendo Piacenza Basket?
«Peccato perché siamo stati una meteora in LegaDue per poi sparire subito senza lasciare un vero segno. Quello che però mi dispiace è che la città non abbia riconosciuto l'impegno di Rispoli; la società non c'è più ma è stato lui a portarci ad altissimo livello».

Le immagini più belle di questo anno?
«Direi il bronzo di Marco Aurelio Fontana alle Olimpiadi, non è piacentino ma lo abbiamo adottato da moltissimi anni e per questo lo premiamo perché ormai è uno di noi. Inoltre gli atletic del volley di Copra e Rebecchi che hanno giocato a Londra senza dimenticare i successi dei giovani del nuoto e dell'atletica».

Futuro?
«Nel nuoto e nell'atletica abbiamo dei ragazzi che se proseguono su questa strada li potremo vedere nelle prossime due Olimpiadi e questo mi fa enormemente piacere».

Cosa si aspetta dall'amministrazione comunale?
«Quello che hanno sempre fatto negli ultimi otto anni, cioè starci vicino. Dal punto di vista logistico invece mi sento di dire che la piscina coperta deve essere realizzata, è una struttura di cui la città ha bisogno».

In cosa possiamo e dobbiamo migliorarci?

«La qualità sportiva dei giovani si alza ogni anno e perciò dobbiamo, a nostra volta, innalzare anche il livello dei nostri dirigenti e tecnici. Servono corsi di formazioni sempre migliori e qui possiamo e dobbiamo lavorare».
Giacomo Spotti

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