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Gionelli e la nuova stagione: «Sulla ripartenza sono molto cauto, ci vorrà tempo. Ma appena sarà possibile io farei concludere i campionati attuali, soprattutto per le giovanili»

Il delegato provinciale del Coni: «Mi metto nei panni di un ragazzino: mi dispiacerebbe non terminare l'annata. Ma attenzione a non bruciare le tappe, si torna in campo solo quando ci saranno sistemi per ridurre i rischi a zero»

Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni dal 2013

“Uniti si vince” è il motto che viene rilanciato da più parti in questa fase di emergenza. E’ anche, semplificando, la sintesi del pensiero di Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni di Piacenza e dal 2013 massimo esponente dello sport locale. Dopo una prima fase di incontri in Prefettura, riunioni, aiuti per comprendere i primi decreti che prevedevano la chiusura degli impianti ora anche lui sta rispettando la quarantena casalinga. Ma questo non gli impedisce di avere contatti con tutto il mondo sportivo e di iniziare a pensare cosa ci troveremo di fronte una volta che l'emergenza coronavirus inizierà a farci respirare e si potrà programmare la ripresa delle varie attività.

Anche Gionelli non si sottrae al dibattito su come potrebbe essere la prossima stagione sportiva, soprattutto a livello giovanile, e lancia un primo appello alle federazioni che fanno capo al Coni. «Sarebbe bello che tutte seguissero una strada comune. Anche a me, come già anticipato dal presidente regionale Umberto Suprani, piace l’idea della pallavolo che ha mantenuto le stesse categorie del settembre 2019 spostandole in avanti di un anno, in modo da proseguire con i medesimi gruppi l’attività interrotta bruscamente. Certo, bisognerebbe studiare una formula particolare per le attività all’aperto, per evitare problemi in caso di maltempo, ma mettendomi nei panni dei giovani sarebbe la soluzione migliore».

Poi analizza la questione nei dettagli. «I campionati erano arrivati al 65-70 per cento del proprio svolgimento, alcuni risultati erano a un passo dall’essere raggiunti e sappiamo bene che, soprattutto per i ragazzi, l’evento agonistico è la soddisfazione settimanale e il risultato del lavoro svolto durante gli allenamenti. Parlo come se fossi uno di loro: se tornassi ragazzino mi dispiacerebbe non terminare l’annata e non raggiungere quei traguardi che avrei potuto tagliare. Poi è chiaro che per alcune attività il discorso sarebbe diverso, penso ad esempio al baseball, che non ha ancora iniziato la stagione, o a quelle discipline come tennis e nuoto che proprio durante l’estate vivono il momento clou. Per loro bisognerà capire cosa succederà nelle prossime settimane».

Poi Gionelli allarga il discorso. «Vedo che ad alto livello alcune federazioni hanno già deciso di congelare l’annata attuale senza assegnare lo scudetto, annunciando che riprenderanno da settembre ripartendo da zero. Sono sincero, capisco anche la loro scelta. Siamo di fronte a un evento mai vissuto, un’emergenza di dimensioni planetarie, non è nemmeno sbagliato lasciare un vuoto ai titoli del 2020. Sarebbe una sorta di monito, una lezione di vita anche per le future generazioni, una memoria storica per non dimenticare il periodo drammatico e luttuoso che stiamo vivendo».

Ma un conto sono i seniores, un altro i ragazzi. «Ripeto: io ai più giovani la stagione la farei concludere, ovviamente rispettando tutte le normative e nel momento in cui non ci sarà alcun rischio. A Natale assegniamo le vittorie nelle rispettive categorie e da gennaio si riparte. Ma a me piacerebbe tantissimo che la decisione fosse condivisa, se tutte le federazioni si allineassero sarebbe un bel regalo, perché non dobbiamo dimenticare che lo sport prima di essere divertimento e agonismo è soprattutto un mondo ricco di valori».

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